Papa Leone XIV ha dichiarato che, nonostante tutte le difficoltà che il Medio Oriente sta attraversando, l'unità, la cooperazione, la riconciliazione e la pace sono possibili.
Le parole del Papa sono arrivate durante l'incontro tenutosi lunedì nel centro di Beirut, al quale hanno partecipato oltre 300 leader religiosi libanesi cristiani e musulmani. L'evento è stato animato dalle esibizioni del coro Sistema Beirut Chants, del coro dell'Orfanotrofio Islamico e del gruppo musicale della Fondazione Imam Sadr.
"Siete chiamati a essere costruttori di pace: a fronteggiare l'intolleranza, superare la violenza ed eliminare l'esclusione, illuminando il cammino verso la giustizia", ha detto il Papa.
"In un'epoca in cui la convivenza sembra un sogno lontano, il popolo libanese, con la sua pluralità di fedi, ricorda con forza che la paura, la sfiducia e il pregiudizio non hanno l'ultima parola; l'unità, la riconciliazione e la pace sono possibili", ha aggiunto.
La sessione si è aperta con il discorso ufficiale di Ignazio Giuseppe III Younan, Patriarca siro-cattolico, seguito da una lettura del Vangelo secondo il rito bizantino e da una recitazione del Corano.
Dopo gli interventi dei rappresentanti cristiani, il Gran Muftì del Libano, lo sceicco Abdellatif Derian, ha accolto il Papa sottolineando che il Libano è "un paese-messaggio, portatore di questo messaggio e custode della pace e della sicurezza nel mondo".
Il vicepresidente del Consiglio Islamico Sciita Superiore, lo sceicco Ali al-Khatib, ha dichiarato: "Non amiamo il ricorso alle armi e affidiamo la causa del Libano nelle vostre mani; speriamo che il mondo aiuti il nostro paese a trovare una via d'uscita".
Diversità religiosa
Prima dell'evento, lungo il percorso che va dalla Nunziatura Apostolica nel nord di Beirut fino a Piazza dei Martiri nel centro della città, folle di persone si sono radunate per salutare Papa Leone XIV mentre il corteo ufficiale passava.
Domenica Papa Leone XIV, dopo la sua tappa di 3 giorni in Türkiye, è arrivato in Libano per una visita di tre giorni.
La diversità religiosa del Libano si riflette anche nel suo sistema politico: il presidente della Repubblica deve essere sempre un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita e il presidente del Parlamento un musulmano sciita.











