I media ufficiali iraniani hanno confermato che Ali Khamenei, è rimasta uccisa dai raid di USA e Israele, mentre i Pasdaran minacciano l'operazione "più feroce" della storia contro Israele e le basi statunitensi.
La televisione di Stato ha riferito che, l'Iran proclama 40 giorni di lutto nazionale e 7 giorni festivi dopo la morte di Ali Khamenei, guida suprema dal 1989.
Durante la trasmissione, un presentatore ha dichiarato: «Con il martirio della Guida Suprema, il suo cammino e la sua missione non andranno né perduti né dimenticati; al contrario, proseguiranno con determinazione e slancio ancora maggiori».
I Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato che «la mano della vendetta dell’Iran non risparmierà gli assassini di Khamenei, che riceveranno una punizione severa, decisiva e dolorosa».
I media iraniani hanno inoltre riportato che nell’attacco sarebbero morti anche la figlia, il genero e un nipote della Guida Suprema. L’agenzia Fars News Agency e altri organi di stampa hanno riferito che il decesso dei familiari è stato confermato da fonti informate.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato: Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali".
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio diffuso successivamente, ha affermato: «Con il potente e sorprendente attacco lanciato questa mattina abbiamo distrutto il complesso del tiranno Khamenei».
L’attacco è avvenuto mentre era riunito con i suoi più stretti collaboratori
Secondo due fonti statunitensi e un funzionario americano a conoscenza dei fatti, Israele e gli Stati Uniti avrebbero pianificato l’attacco di sabato in modo da farlo coincidere con una riunione di Ali Khamenei con i suoi principali assistenti.
Israele ha inoltre sostenuto che, oltre a Khamenei, sarebbero rimasti uccisi anche l’ex segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Shamkhani, e il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour.
Due fonti iraniane hanno riferito a Reuters che poco prima dell’attacco Khamenei si era incontrato, in un luogo sicuro, con Shamkhani e con il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani.
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato che il corpo di Khamenei sarebbe stato ritrovato.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un messaggio pubblicato sul suo account di Truth Social, ha affermato che il leader iraniano è stato ucciso dopo che i suoi spostamenti erano stati individuati dall’intelligence. «Non è riuscito a sfuggire alla nostra intelligence e ai nostri sistemi di tracciamento altamente avanzati. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Israele; non c’era nulla che lui o gli altri leader uccisi insieme a lui potessero fare», ha dichiarato.
Le fonti statunitensi, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno riferito che la conferma della riunione ha dato il via all’operazione aerea e navale.
Il funzionario americano ha spiegato che, per mantenere l’effetto sorpresa, l’attacco ha preso di mira in primo luogo Khamenei, ritenendo che in caso contrario il leader iraniano avrebbe potuto nascondersi.
Una delle fonti ha aggiunto che la riunione era inizialmente prevista per sabato sera, ma che, una volta individuata nelle prime ore del mattino, l’operazione è stata anticipata.
Il luogo esatto dell’incontro non è stato reso noto.
Nella fase iniziale dell’operazione è stato colpito il complesso ad alta sicurezza di Khamenei a Teheran. Le immagini satellitari esaminate da Reuters confermano che il sito è stato distrutto.












