Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha avvertito sabato che l’escalation delle violenze tra l’Iran e i suoi avversari rischia di far precipitare il Medio Oriente in un conflitto su più vasta scala. Condannando gli attacchi recenti da tutte le parti, ha sollecitato un immediato ritorno alla diplomazia.
Erdogan ha affermato che la Türkiye deplora profondamente i raid congiunti condotti dagli Stati Uniti e da Israele, definendoli una violazione della sovranità iraniana e una grave minaccia per la stabilità regionale.
Al tempo stesso, ha criticato gli attacchi di rappresaglia dell’Iran, compiuti con droni e missili contro Paesi del Golfo, giudicandoli inaccettabili e avvertendo che il protrarsi dell’escalation potrebbe innescare una crisi ancora più ampia.
Sabato Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l’Iran, riaccendendo il confronto militare in Medio Oriente, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha promesso di distruggere l’arsenale missilistico di Teheran e di impedirle di sviluppare un’arma nucleare.
Ankara pronta a intensificare l’iniziativa diplomatica
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che Ankara rafforzerà i propri sforzi diplomatici per ottenere in primo luogo un cessate il fuoco e, successivamente, la riattivazione del processo negoziale. Erdogan ha evidenziato che tutti gli attori regionali, a cominciare dal mondo islamico, devono muoversi con rapidità per porre fine alle violenze.
«Se non prevarranno il buon senso e la volontà politica di dare spazio alla diplomazia, la nostra regione rischia di essere trascinata in un vero e proprio cerchio di fuoco», ha avvertito, precisando che le autorità turche hanno già adottato misure preventive contro un’eventuale espansione del conflitto.
La Türkiye, che intrattiene relazioni con diversi attori dell’area, si profila come possibile mediatore nella crisi, puntando a scongiurare un’ulteriore escalation e a prevenire nuovi spargimenti di sangue.

















