Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione del Consiglio per la pace di Gaza, un elemento chiave della seconda fase del piano guidato dagli Stati Uniti per porre fine a quello che ha definito il genocidio israeliano nei territori palestinesi sotto assedio.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha dichiarato: «È per me un grande onore annunciare la creazione del CONSIGLIO PER LA PACE», aggiungendo che i membri dell’organismo saranno resi noti «a breve».
«Posso affermare con assoluta certezza che si tratta del consiglio più grande e prestigioso mai istituito, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo», ha aggiunto Trump.
L’annuncio arriva poco dopo la comunicazione della formazione di un comitato palestinese di tecnocrati composto da 15 membri, destinato ad assumere la gestione di Gaza nella fase successiva al conflitto.
Il comitato opererà sotto la supervisione del Consiglio per la pace, che secondo le previsioni sarà presieduto dallo stesso Trump.
Il piano prevede inoltre il dispiegamento nella Striscia di Gaza di una Forza Internazionale di Stabilizzazione, con il compito di garantire la sicurezza e di contribuire all’addestramento di unità di polizia palestinesi ritenute affidabili.
Da parte di Hamas, il dirigente di primo piano Bassem Naim ha dichiarato giovedì: «Ora la palla è nel campo dei mediatori, degli Stati Uniti in quanto garanti e della comunità internazionale; rafforzare il comitato dipende da loro».
Violazioni israeliane del cessate il fuoco
Il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti è entrato in vigore per la prima volta il 10 ottobre, facilitando la restituzione di tutti i prigionieri detenuti da Hamas e ponendo le basi per la fine del genocidio nei territori palestinesi sotto assedio. Tuttavia, da allora Israele ha violato il cessate il fuoco, uccidendo altre centinaia di palestinesi nella Striscia di Gaza.
Per i palestinesi, la questione centrale resta il ritiro militare completo delle forze israeliane da Gaza: una misura prevista dal piano, ma non vincolata a un calendario dettagliato.
Dall’ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso oltre 71.400 palestinesi, in maggioranza donne e bambini, e ne hanno feriti più di 171.300. Studi e analisti suggeriscono che il numero reale delle vittime nella zona, in parte occupata da Israele, potrebbe aggirarsi intorno alle 200.000 persone.
Israele ha continuato a violare il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre, causando la morte di altri 451 palestinesi e il ferimento di oltre 1.200 persone.









