POLITICA
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Messico: ucciso "el Mencho": ricercato numero uno tra i narcos
Messico nel caos dopo la morte di Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, il ricercato numero uno dei narcos: scontri in tutto il Paese.
Messico: ucciso "el Mencho": ricercato numero uno tra i narcos
Ucciso il narcotrafficante messicano Nemesio Oseguera Cervantes. / Reuters
4 ore fa

Le autorità messicane hanno confermato che Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, presunto leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), è stato ucciso da militari messicani durante un’operazione condotta nello Stato occidentale di Jalisco.

Secondo le autorità, nel corso dell’operazione militare realizzata domenica dalle Forze Speciali dell’Esercito messicano nello Stato di Jalisco, sono rimasti uccisi sette presunti membri del CJNG, tra cui El Mencho.

Il Ministero della Difesa del Messico ha riferito che le Forze Speciali, in coordinamento con il Centro Nazionale di Intelligence e la Procura Generale della Repubblica, hanno pianificato e condotto l’operazione a Tapalpa, considerata una roccaforte del CJNG. Per la cattura di Oseguera sono stati impiegati numerosi velivoli dell’Aeronautica e unità della Guardia Nazionale.

«Nel corso dell’operazione, il personale militare messicano è stato attaccato e ha reagito per proteggere la propria integrità fisica. Di conseguenza, quattro membri dell’organizzazione criminale CJNG sono morti sul posto, mentre altri tre, rimasti gravemente feriti, sono deceduti durante il trasferimento a Città del Messico», ha precisato il ministero in una nota.

Il ministero ha inoltre annunciato l’arresto di altri due presunti membri del cartello e il sequestro di diverse armi, tra cui lanciarazzi in grado di abbattere aeromobili, oltre a veicoli blindati.

Durante l’operazione sono rimasti feriti tre membri delle Forze Speciali, successivamente trasferiti in strutture sanitarie della capitale.

Il Ministero della Difesa ha infine sottolineato che l’operazione è stata condotta «nell’ambito di una cooperazione e di un coordinamento bilaterale, sulla base di informazioni fornite dalle autorità degli Stati Uniti».

Sia il governo statunitense sia quello messicano avevano promesso una ricompensa, rispettivamente di 15 milioni di dollari e di 300 milioni di pesos messicani, per informazioni che portassero alla cattura di Oseguera.

Violenta rappresaglia

Nemesio Oseguera Cervantes ha guidato il Cartello Jalisco Nueva Generación fin dalla sua fondazione come braccio armato del Cartello del Milenio. Il gruppo si è in seguito scisso, affermandosi come una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico e uno dei principali motori della violenza nel Paese.

Ex agente di polizia, Oseguera era emerso agli inizi degli anni Novanta ed era divenuto tristemente noto per l'estrema brutalità del cartello e per il suo ruolo crescente nel traffico internazionale di droga.

La sua uccisione ha innescato una violenta rappresaglia da parte delle organizzazioni della criminalità organizzata: sui social media e sulla stampa locale sono circolate segnalazioni di blocchi stradali, incendi di veicoli e scontri armati.

Nello Stato di Jalisco, il governatore Pablo Lemus Navarro ha dichiarato lo stato di allerta rossa a seguito dell'esplosione di episodi di violenza in alcune aree. Ai residenti è stato chiesto di restare in casa, mentre i servizi di trasporto pubblico sono stati sospesi.

Le autorità hanno segnalato episodi di violenza anche in altri Stati in cui il CJNG opera attivamente, tra cui Tamaulipas, Michoacán e Nayarit, determinando un più ampio dispiegamento delle forze di sicurezza sul territorio.

In una nota ufficiale, il Gabinetto di Sicurezza del Messico ha comunicato: «A seguito delle operazioni condotte dalle istituzioni federali, sono stati gestiti i blocchi stradali registrati in alcune zone di Jalisco. La nostra priorità è la sicurezza e la protezione dei cittadini».

Avvisi di Stati Uniti e Canada

Gli episodi di violenza hanno spinto anche governi stranieri a diramare avvisi di sicurezza.

Gli Stati Uniti hanno invitato i propri cittadini presenti in diversi Stati del Messico a rimanere nei luoghi in cui si trovano fino a nuovo avviso, a causa delle operazioni di sicurezza in corso, dei blocchi stradali e delle attività criminali.

In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, l’Ufficio per gli Affari Consolari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha affermato: «A causa delle diffuse operazioni di sicurezza in corso in molte aree del Messico, dei conseguenti blocchi stradali e delle attività criminali, i cittadini statunitensi devono rimanere nei luoghi in cui si trovano fino a nuovo avviso».

La nota aggiunge che «i blocchi stradali hanno avuto ripercussioni sulle operazioni aeree; alcuni voli nazionali e internazionali sono stati cancellati a Guadalajara e Puerto Vallarta».

L’avviso riguarda lo Stato di Jalisco, comprese Puerto Vallarta, Chapala e Guadalajara, oltre allo Stato di Tamaulipas, ad alcune aree del Michoacán, nonché agli Stati di Guerrero e Nuevo León.

Anche il Ministero degli Affari Esteri del Canada ha emesso un avviso per lo Stato di Jalisco, segnalando episodi di violenza e blocchi stradali e confermando che a Puerto Vallarta è in vigore un ordine di rimanere sul posto. Ai cittadini canadesi è stato raccomandato di mantenere un profilo basso e di seguire le indicazioni delle autorità locali.

La compagnia Air Canada ha inoltre annunciato la sospensione dei voli verso Puerto Vallarta a causa della «situazione di sicurezza in corso», invitando i passeggeri a non recarsi in aeroporto.

Sheinbaum invita alla calma

La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha dichiarato che è in atto una «coordinazione totale» con tutti i governi statali, invitando la popolazione alla calma.

In un messaggio pubblicato su X, Sheinbaum ha scritto: «C’è una coordinazione totale con tutti i governi statali; dobbiamo restare informati e mantenere la calma», aggiungendo che «nella maggior parte del Paese le attività proseguono normalmente».

La presidente ha riconosciuto che, dopo l’operazione, si sono verificati disagi, confermando che il Ministero della Difesa ha segnalato «diversi blocchi stradali e altre reazioni» a seguito dell’intervento delle forze federali.

«Lavoriamo ogni giorno per la pace, la sicurezza, la giustizia e il benessere del Messico», ha aggiunto.

A causa delle violenze, diverse partite di calcio in Messico sono state rinviate. Tra gli incontri annullati figurano quelli della settima giornata del torneo Liga MX Clausura, alcune gare del campionato femminile e l’amichevole internazionale tra il Messico e l’Islanda.