POLITICA
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L'Iran non ha "paura" della presenza navale statunitense, difende i piani nucleari
Il massimo diplomatico iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è pronta a tutti gli scenari per proteggere la sua infrastruttura nucleare dalla pressione degli Stati Uniti e di Israele.
L'Iran non ha "paura" della presenza navale statunitense, difende i piani nucleari
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi insiste che Teheran continuerà il suo programma di arricchimento dell'uranio. [Foto d'archivio] / AP
11 ore fa

Il principale diplomatico iraniano ha rimproverato Washington domenica, affermando che Teheran non sarà «spaventata» dal recente schieramento di forze navali statunitensi nella regione.

Parlando a un forum a Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha chiarito che l'Iran non intende ridimensionare le sue ambizioni nucleari, in particolare il suo programma di arricchimento dell'uranio, nonostante la crescente pressione militare e diplomatica da parte degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni del ministro arrivano a soli due giorni da un incontro di alto profilo in Oman con Steve Witkoff, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump.

A seguito dei colloqui indiretti, Witkoff ha visitato la USS Abraham Lincoln, una portaerei attualmente stanziata nella regione nell'ambito di un rafforzamento militare americano.

Araghchi, tuttavia, ha bollato le manovre navali come inefficaci. «Il loro schieramento militare nella regione non ci spaventa», ha affermato, sottolineando che il programma nucleare è una questione di sovranità nazionale e non una leva di contrattazione.

«Nessuno può dettarci legge»

Araghchi ha segnalato che Teheran è pronta a sopportare le conseguenze più estreme — compreso il conflitto armato — per proteggere la sua infrastruttura nucleare. Ha sottolineato che il Paese ha già 'pagato un prezzo molto salato' per il suo 'programma nucleare pacifico' e che ora non si sarebbe ritirato.

«Perché insistiamo tanto sull'arricchimento e rifiutiamo di rinunciarvi anche se ci venisse imposta una guerra?», si è chiesto Araghchi. «Perché a nessuno spetta il diritto di dettare il nostro comportamento.»

Nel 2018 gli Stati Uniti si sono ritirati dal Piano d'azione congiunto globale (JCPOA), innescando una campagna di 'pressione massima' e ponendo di fatto fine all'accordo storico del 2015 con Teheran.

Le tensioni sono aumentate nel giugno 2025, quando Israele ha lanciato una campagna di bombardamenti senza precedenti contro l'Iran che ha scatenato una guerra di 12 giorni, mentre bombardieri statunitensi hanno preso di mira i siti nucleari iraniani nell'Operazione 'Martello di Mezzanotte'.

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