POLITICA
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Netanyahu teme la forza militare dell’Egitto; incerto sulla mossa finale degli Usa sull’Iran
Benjamin Netanyahu ha dichiarato alla commissione della Knesset che l’esercito egiziano sta rafforzando le proprie capacità e che «questa situazione deve essere monitorata», aggiungendo di non essere ancora certo della decisione di Trump su Teheran.
Netanyahu teme la forza militare dell’Egitto; incerto sulla mossa finale degli Usa sull’Iran
Secondo gli analisti, Israele sta istigando gli Stati Uniti a destabilizzare il governo iraniano e a smantellare le capacità missilistiche di Teheran. [Archivio] / Reuters
14 ore fa

Secondo i media israeliani, Benjamin Netanyahu ha affermato che le capacità militari dell’Egitto stanno crescendo e devono essere monitorate attentamente, aggiungendo di non sapere quale sarà la decisione finale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla questione iraniana.

Il quotidiano Israel Hayom ha riferito che Netanyahu, nel corso di una sessione a porte chiuse della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset tenutasi giovedì, ha espresso preoccupazione per l’espansione della potenza militare egiziana, dichiarando: «L’esercito egiziano sta rafforzando le proprie capacità e questo va seguito con attenzione. Abbiamo relazioni con l’Egitto, ma dobbiamo impedire un accumulo militare eccessivo».

Secondo le fonti del giornale, tali dichiarazioni sono state rilasciate durante le discussioni sulla delicatezza dei rapporti tra Israele ed Egitto.

Nonostante questi avvertimenti, Israele ed Egitto hanno firmato lo scorso dicembre un importante accordo sul gas del valore di circa 35 miliardi di dollari. In quell’occasione Netanyahu aveva annunciato che il suo governo aveva approvato l’intesa, definendola il più grande accordo mai firmato nella storia di Israele.

Crescita delle tensioni regionali

Secondo quanto riportato da Channel 12, nel corso della stessa riunione della commissione Netanyahu ha affrontato anche la questione iraniana e il coordinamento di Israele con gli Stati Uniti.

Stando alla notizia, pur affermando che il coordinamento con Washington è «al livello più alto possibile», Netanyahu ha ammesso che permane incertezza sulla posizione finale di Donald Trump riguardo all’Iran.

Rivolgendosi ai deputati, Netanyahu ha dichiarato che si sono create le condizioni per una fase critica che potrebbe portare al collasso del sistema di governo iraniano, precisando tuttavia di non sapere se un simile processo sfocerebbe effettivamente nel rovesciamento del governo di Teheran.

Netanyahu ha inoltre affermato che, in caso di attacco, Israele è pronto a lanciare contro l’Iran un’azione «molto più ampia e più dura», sottolineando che qualsiasi risposta supererebbe per portata gli attacchi condotti nel mese di giugno.

Nemici dichiarati

Le parti si erano scontrate nel mese di giugno in una guerra durata 12 giorni.

Il conflitto era stato innescato da un attacco senza precedenti di Israele contro installazioni militari e nucleari iraniane, nonché contro aree civili.

Gli Stati Uniti avevano partecipato alle operazioni colpendo tre siti nucleari iraniani; successivamente era entrato in vigore un cessate il fuoco avviato dal presidente Donald Trump.

Nell’aprile 2024, durante il genocidio israeliano a Gaza, l’Iran aveva lanciato un attacco senza precedenti con droni e missili in risposta a un attacco mortale contro il proprio consolato a Damasco.

Alcuni mesi dopo, il 1° ottobre, l’Iran aveva lanciato 200 missili contro Israele in risposta agli assassinii mirati di leader di Hamas e di Hezbollah.