I manifestanti filopalestinesi si preparano a scendere in piazza giovedì a Melbourne, in concomitanza con la conclusione della visita di quattro giorni in Australia del presidente israeliano Isaac Herzog. In precedenza si sono svolte proteste anche a Canberra, mentre a Sydney si sono registrati violenti scontri tra dimostranti e polizia.
La visita, avvenuta su invito del primo ministro Anthony Albanese dopo la sparatoria mortale del 14 dicembre durante un evento di Hanukkah a Bondi Beach, ha suscitato un acceso dibattito a livello nazionale.
I critici accusano Herzog di essere complice delle operazioni militari israeliane a Gaza, richiamando i rilievi della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite secondo cui alcuni funzionari israeliani avrebbero incitato ad atti di genocidio. Israele respinge fermamente le accuse, definendole «scandalose» e infondate.
Jasmine Duff, co-presidente del gruppo Students for Palestine, che organizza il corteo previsto giovedì nei pressi di una grande stazione ferroviaria di Melbourne, ha dichiarato: «Il nostro messaggio a tutti gli australiani è semplice: è tempo di scendere in strada, ora. Per tutti i palestinesi uccisi e per chi è ancora vivo ma muore di fame».
Nel frattempo, graffiti con la scritta «morte a Herzog» apparsi all’Università di Melbourne sono stati segnalati alla polizia. Le autorità hanno affermato di non avere alcuna prova che tali scritte siano collegate alle proteste in programma.
La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e spray al peperoncino contro i manifestanti.
Herzog, che all’inizio della settimana ha visitato Sydney e Canberra, ha affermato che in Australia il livello di antisemitismo è «allarmante», sottolineando tuttavia che la maggioranza degli australiani auspica pace e dialogo. Ha inoltre definito «false» le accuse di genocidio.
Gli scontri tra polizia e dimostranti avvenuti lunedì a Sydney hanno portato all’arresto di 27 persone.
Gli agenti hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e spray al peperoncino per disperdere la folla radunata in una zona commerciale.
Le proteste mettono in luce l’impatto polarizzante della guerra a Gaza, che si estende ben oltre il Medio Oriente. L’Australia si trova ora ad affrontare un delicato confronto interno tra libertà di espressione, ordine pubblico e crescenti tensioni sociali.




