Il deputato del partito Nuova Democrazia al governo in Grecia, Angelos Syrigos, ha ammesso che due volte si sono ritirati durante le ricerche del fondale marino vicino a Creta relative al progetto di collegamento elettrico Grecia–ammnistrazione greco-cipriota condotto nel 2024 senza il permesso della Türkiye, a seguito dell'arrivo di navi da guerra turche nella zona.
Syrigos ha espresso queste valutazioni partecipando a un programma su ERT News, riferendosi agli eventi verificatisi a luglio e a novembre 2024.
Ha spiegato che, dopo l'invio da parte della Türkiye di cinque navi da guerra a luglio e, in misura minore, di nuovo navi da guerra a novembre, la reazione della Grecia fu la seguente: "In entrambe le occasioni ci siamo ritirati. Non abbiamo proseguito con le ricerche del fondale marino."
Alla domanda del conduttore "Ci siamo ritirati?", Syrigos ha risposto "sì", sostenendo che in quel periodo Atene riteneva che la questione potesse essere risolta attraverso il dialogo e nel quadro delle norme del diritto internazionale relative alla posa di cavi sottomarini.
Syrigos ha osservato che in passato attività di posa di cavi nella stessa ampia area marittima erano state svolte senza gravi problemi, perciò inizialmente si pensava che anche il progetto attuale potesse procedere allo stesso modo; tuttavia, questa volta le condizioni non si sono presentate nello stesso modo.
Ha inoltre affermato che non sarebbe stato richiesto il permesso alla Türkiye per i lavori sui cavi, ma che questa volta la nave da ricerca francese avrebbe potuto informare la parte turca, precisando che tale informazione non equivarrebbe a una richiesta di autorizzazione.




















