Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, esponente dell’estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha fatto irruzione nella cella del prigioniero palestinese Hasan Selame, affermando che lavorerà per l’introduzione della pena di morte per i prigionieri palestinesi.
In un messaggio pubblicato sul suo account sulla piattaforma X, il ministro ha dichiarato che, qualora assumesse l’incarico di ministro della Difesa, continuerà a promuovere la politica dell’esecuzione dei prigionieri palestinesi e dell’espulsione della popolazione palestinese dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania occupata.
Nel suo messaggio, Ben-Gvir ha dichiarato: «Circa due settimane fa sono andato nel carcere e ho incontrato faccia a faccia il terrorista Hasan Selame, amico e complice di Yahya Sinwar, uno dei principali esponenti di Hamas».
Ricordando di aver partecipato alle manifestazioni organizzate dopo l’attentato dinamitardo contro un autobus nel 1996 a Gerusalemme, in cui decine di israeliani furono uccisi o feriti, Ben-Gvir ha affermato: «In qualità di ministro della Difesa nel prossimo governo, farò in modo che terroristi assassini come lui siano giustiziati. Promuoverò la politica dell’emigrazione da Gaza, dalla Giudea e dalla Samaria (la Cisgiordania secondo la terminologia talmudica)».
Ben-Gvir ha annunciato che il partito Potere Ebraico, di cui è leader, chiederà i ministeri della Difesa e della Giustizia come condizione per entrare a far parte di qualsiasi futuro governo, ribadendo il suo appello all’espulsione dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania, definita «emigrazione volontaria».
Chi è Hasan Selame?
Il prigioniero palestinese Hasan Selame, che partecipò alla Prima Intifada del 1987, è ritenuto da Israele responsabile di attentati dinamitardi che provocarono decine di morti e feriti.
Selame, noto come «l’eroe delle operazioni di vendetta sacra», è stato condannato a 48 ergastoli.
Israele aveva rifiutato di liberare Selame nell’ambito dell’accordo di scambio di prigionieri del 2011.
Alla fine di marzo 2026, il Parlamento israeliano aveva approvato con 62 voti favorevoli e 48 contrari un disegno di legge che consente di infliggere la pena di morte ai prigionieri palestinesi.
Le dichiarazioni di Ben-Gvir arrivano in un momento di crescente competizione politica in vista delle elezioni generali previste in Israele il 27 ottobre e mentre i sondaggi d’opinione indicano un calo del consenso per l’attuale coalizione di governo.























