I dati di tracciamento del volo mostrano che l’aereo di Benjamin Netanyahu ha sorvolato lo spazio aereo di tre Paesi membri della Corte penale internazionale (CPI), nonostante nei suoi confronti sia tuttora in vigore un mandato di arresto.
Secondo i dati di FlightRadar, il velivolo diretto negli Stati Uniti è transitato sopra Grecia, Italia e Francia.
Il 21 novembre 2024 la CPI ha emesso un mandato di arresto contro Netanyahu per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella Striscia di Gaza, dove dall’ottobre 2023 hanno perso la vita oltre 72.000 palestinesi.
I tre Paesi sorvolati sono parti dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Corte, e hanno quindi l’obbligo giuridico di cooperare con la CPI, anche attraverso l’esecuzione dei mandati di arresto.
Nonostante ciò, nessuno degli Stati interessati ha disposto la chiusura del proprio spazio aereo al velivolo israeliano.
Il percorso seguito appare simile a quello adottato da Netanyahu nel viaggio compiuto alla fine di dicembre negli Stati Uniti per incontrare il presidente americano Donald Trump.
In passato, il leader israeliano aveva evitato di sorvolare lo spazio aereo di alcuni Paesi per timore di un possibile arresto.
Tuttavia, durante la trasferta a New York dello scorso settembre per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, secondo i dati di volo disponibili all’epoca, l’aereo di Netanyahu aveva sorvolato Grecia e Italia, evitando invece lo spazio aereo francese.
Nelle prime ore di martedì, Netanyahu è partito dall’aeroporto Ben Gurion, nei pressi di Tel Aviv, alla volta di Washington, dove è previsto un incontro con Trump incentrato principalmente sul dossier iraniano.
La visita arriva subito dopo i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Mascate, capitale dell’Oman, in un contesto segnato dall’escalation delle tensioni nella regione e dal rafforzamento della presenza militare americana.









