Mentre l’Iran ha invitato i Paesi del Medio Oriente a creare una nuova alleanza di sicurezza e militare che escluda Stati Uniti e Israele, la mossa è stata interpretata come un tentativo di ridisegnare l’architettura di sicurezza regionale nel contesto delle crescenti tensioni.
Il portavoce del Quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, in un videomessaggio diffuso mercoledì ha affermato che è giunto il momento per i Paesi della regione di assumersi congiuntamente la responsabilità della propria difesa, senza fare affidamento su potenze esterne.
Zolfaghari ha definito gli attacchi in corso da parte di Stati Uniti e Israele un punto di svolta, descrivendoli come una “nuova fase” che richiede una risposta unitaria da parte del mondo islamico.
Appello a un nuovo ordine regionale
Ebrahim Zolfaghari ha invitato i Paesi arabi e musulmani a creare un quadro di sicurezza comune basato su legami religiosi e regionali condivisi, sostenendo che l’affidamento ad attori esterni non è riuscito a garantire la stabilità.
“Dobbiamo unirci per garantire la nostra sicurezza”, ha affermato Zolfaghari, chiedendo l’adozione di uno statuto congiunto fondato su principi islamici.
La proposta riflette i più ampi sforzi di Teheran per assicurarsi un sostegno regionale in un momento in cui è sottoposta a una persistente pressione militare.
La guerra ridisegna le alleanze
L’appello di Ebrahim Zolfaghari giunge mentre le ostilità, innescate dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran iniziati il 28 febbraio, continuano a estendersi nella regione; Teheran ha risposto con attacchi missilistici e con droni contro Israele e contro Paesi che ospitano asset militari statunitensi.
Resta incerto se molte potenze regionali, che mantengono legami di sicurezza con Washington, prenderanno in considerazione un’alleanza di questo tipo; tuttavia, la proposta evidenzia il crescente divario geopolitico nella regione e la competizione tra visioni contrastanti sul futuro del Medio Oriente.












