POLITICA
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Trump si prepara a svelare il 'Consiglio di Pace' a Davos, passo indietro sulla Groenlandia
Trump, avvicinandosi al presidente russo Putin e al presidente ucraino Zelenski, si appresta a proseguire sulla strada della pace dopo aver ritirato i dazi doganali nei confronti dell'Europa e le minacce sulla Groenlandia.
Trump si prepara a svelare il 'Consiglio di Pace' a Davos, passo indietro sulla Groenlandia
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla ai media dopo un incontro al Forum Economico Mondiale a Davos, in Svizzera, il 21 gennaio 2026. / AP

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncerà giovedì a Davos il nuovo ‘Consiglio di Pace’ e incontrerà il leader ucraino. Dopo aver fatto marcia indietro sulle minacce riguardanti la Groenlandia, Trump cercherà nell’arco di una sola giornata di presentarsi come un emissario di pace.

Mercoledì Trump ha annunciato a sorpresa di aver cancellato i dazi nei confronti dell’Europa e escluso un'azione militare per sottrarre la Groenlandia alla Danimarca, smorzando parzialmente una crisi che ha scosso il vertice delle élite globali.

Durante il secondo giorno del vertice nella località sciistica svizzera, Trump cercherà di presentare il controverso ‘Consiglio di pace’ per risolvere i conflitti internazionali con una cerimonia di firma dello statuto costitutivo.

Si dice che il nuovo consiglio preveda una quota di 1 miliardo di dollari per diventare membro permanente. Trump ha invitato alcuni leader a far parte del comitato, tra cui Vladimir Putin dalla Russia, Benjamin Netanyahu da Israele e Viktor Orban dall'Ungheria.

«Penso sia il consiglio piu’ grande mai istituito finora», ha detto Trump mercoledì incontrando il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, un altro dei leader che hanno accettato di aderire.

L'annuncio della commissione arriva in un momento di delusione per il fatto che Trump non abbia vinto il Premio Nobel per la Pace, nonostante la sua controversa affermazione di aver posto fine a otto conflitti.

Inizialmente destinato a supervisionare la ricostruzione di Gaza dopo la sanguinosa guerra con Israele, lo statuto del comitato non limita il suo ruolo alla sola area palestinese, suscitando timori che Trump voglia renderlo un organismo in concorrenza con le Nazioni Unite.

Mentre importanti alleati degli Stati Uniti come la Francia e la Gran Bretagna hanno espresso i loro dubbi sul comitato, altri paesi del Medio Oriente, in particolare quelli filo-Trump come l'Arabia Saudita e il Qatar, hanno accettato di partecipare, mentre altri sono rimasti in silenzio.

Mercoledì un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha dichiarato ai giornalisti che, dei circa 50 inviti inviati, finora 35 leader mondiali hanno confermato la loro partecipazione.

Mercoledì Trump ha anche affermato che Putin ha accettato di partecipare al forum, mentre il Cremlino aveva dichiarato che l'invito era ancora al vaglio.

‘Il quadro di un accordo futuro’

L'inclusione del presidente russo Putin nell'elenco ha suscitato particolare preoccupazione tra gli alleati degli Stati Uniti, ma l'inquietudine è ancora più evidente in Ucraina, che attende da quasi quattro anni la fine dell'occupazione da parte di Mosca.

Trump ha dichiarato che, nel contesto della guerra in Ucraina, dove sono in corso difficili negoziati per un cessate il fuoco, dopo la riunione del ‘Consiglio di pace’ incontrerà il presidente ucraino Volodimir Zelenski.

Mercoledì a Davos, Trump ha affermato che sarebbe “stupido” se Russia e Ucraina non raggiungessero un accordo di pace nel conflitto che, un anno fa, quando è entrato in carica, aveva dichiarato di poter risolvere in un giorno.

Trump ha ribadito la sua convinzione, spesso espressa, che Putin e Zelensky siano vicini a un accordo, ma continua a ritenere responsabile ora l'uno ora l'altro del mancato raggiungimento di un cessate il fuoco.

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato:«Penso che siano ormai giunti al punto in cui possono incontrarsi e raggiungere un accordo. Se non lo faranno, sarà una mossa stupida, sia per l'uno che per l'altro».

Trump nutre da tempo dei dubbi sul sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina e ora sostiene che spetti alla NATO e all'Europa sostenere Kiev. Tuttavia, la convinzione di avere un legame personale con Putin non ha finora portato alla fine della guerra.

È stato riferito che l'attivissimo inviato speciale del leader statunitense, l'uomo d'affari Steve Witkoff, insieme al genero Jared Kushner, si recherà da Davos a Mosca per incontrare Putin giovedì.

Nel frattempo, Zelensky ha espresso la preoccupazione che il tentativo di Trump di conquistare la Groenlandia possa distogliere l'attenzione dall'invasione russa del suo Paese.

Mercoledì sera, dopo l'incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump ha dichiarato di aver raggiunto ‘un accordo di massima’ e che quindi rinuncerà ai dazi che avrebbero dovuto entrare in vigore il 1° febbraio nei confronti degli alleati europei.

Rutte, in una dichiarazione rilasciata a Davos, ha affermato che l'incontro è andato «molto bene», ma che «c'è ancora molto lavoro da fare» sulla questione della Groenlandia.

Trump sostiene con forza che l'isola artica, ricca di minerali, è di vitale importanza per la sicurezza degli Stati Uniti e della NATO contro Russia e Cina.

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