Progettato nel 1818 dall’ingegnere britannico Sir William Cubitt, questo macchinario nacque in realtà come un vero e proprio strumento di tortura, ideato per punire e disciplinare i detenuti nelle carceri. I prigionieri venivano costretti a faticare per circa sei ore al giorno, azionando con il proprio peso una gigantesca ruota a pedali e camminando senza sosta per evitare di cadere. L'energia cinetica prodotta veniva poi sfruttata per macinare il grano, pompare acqua o ventilare le miniere. Uno sforzo estenuante — equivalente a scalare una montagna di 4.000 metri ogni singolo giorno — che rappresentò una delle punizioni più spietate del sistema penitenziario in epoca vittoriana.
Ma come ha fatto un simile strumento di tortura a trasformarsi in un simbolo di benessere, salute e fitness? In questo viaggio ripercorriamo un'ironica evoluzione storica: dal divieto ufficiale del 1898 fino alla rivoluzione del cardio degli anni '60. Il tutto basato sull’approfondito articolo scritto da Candan Bilgici e Naz İrem Üstündağ per TRT Haber. Buon ascolto!
