Ucraina, Russia e Stati Uniti si incontrano ad Abu Dhabi per i colloqui di pace
I negoziatori di Kiev, Mosca e Washington si riuniscono ad Abu Dhabi per due giorni di colloqui sul termine della guerra tra Russia e Ucraina.
Ucraina, Russia e Stati Uniti si incontreranno mercoledì ad Abu Dhabi per nuovi colloqui difficili, nel tentativo di far avanzare le trattative su come porre fine a una guerra che dura da quattro anni.
I precedenti round diplomatici tra le parti non hanno prodotto alcun accordo per fermare il conflitto, iniziato nel febbraio 2022 e considerato il più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Alla vigilia dei colloqui, una nuova ondata di intensi attacchi russi con droni e missili ha preso di mira la rete energetica ucraina, mettendo fuori uso elettricità e riscaldamento in pieno gelo. Un’escalation che rischia di compromettere ogni possibile progresso nei negoziati previsti nella capitale degli Emirati Arabi Uniti.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato martedì: «Ogni attacco russo conferma che la posizione di Mosca non è cambiata: continuano a investire nella guerra e nella distruzione dell’Ucraina e non prendono sul serio la diplomazia. Il lavoro della nostra delegazione negoziale sarà adeguato di conseguenza».
Il vero nodo resta il destino a lungo termine dei territori nell’est dell’Ucraina.
Mosca pone come condizione preliminare a qualsiasi intesa il ritiro delle forze di Kiev da ampie aree del Donbass — una regione ricca di risorse naturali e che comprende città fortemente fortificate — e chiede inoltre il riconoscimento internazionale dell’annessione alla Russia dei territori occupati durante le operazioni militari.
Kiev, dal canto suo, respinge l’ipotesi di un ritiro unilaterale e sostiene che il conflitto debba essere congelato lungo l’attuale linea del fronte.
I colloqui, previsti da mercoledì a giovedì, erano inizialmente programmati per lo scorso fine settimana, ma sono stati rinviati con la motivazione, fornita dal Cremlino, di una «incompatibilità di agenda tra le tre parti».
«Prepararsi al peggio»
La delegazione ucraina sarà guidata dal presidente del Consiglio di Sicurezza, Rustem Umerov, descritto dai suoi interlocutori come un negoziatore esperto capace di ottenere veri e propri «miracoli diplomatici».
Il capo negoziatore russo sarà il direttore dell’intelligence militare, Igor Kostyukov, ufficiale di carriera della Marina, colpito da sanzioni occidentali per il suo ruolo nella guerra in Ucraina.
Nel precedente round di colloqui, svoltosi il mese scorso ad Abu Dhabi, la delegazione statunitense era stata guidata dall’inviato Steve Witkoff, spesso incaricato da Donald Trump.
La Russia, che occupa circa il 20% del territorio ucraino, ha minacciato di conquistare anche le aree rimanenti della regione di Donetsk qualora i negoziati dovessero fallire.
L’Ucraina ha avvertito che ulteriori perdite territoriali finirebbero per incoraggiare Mosca, ribadendo che non firmerà alcun accordo che non impedisca una nuova invasione russa.
Kiev mantiene tuttora il controllo di circa un quinto della regione di Donetsk.
Secondo un’analisi dell’AFP, all’attuale ritmo di avanzata l’esercito russo impiegherebbe circa altri 18 mesi per conquistare l’intera regione, anche se le aree ancora sotto controllo ucraino includono importanti centri urbani pesantemente fortificati.
La Russia rivendica inoltre come propri i territori di Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia e mantiene il controllo di porzioni di territorio, a macchia di leopardo, in almeno altre tre regioni dell’Ucraina orientale.
Secondo i sondaggi d’opinione, la maggioranza degli ucraini è contraria a un accordo che preveda la cessione di territori a Mosca in cambio della pace.
Sul terreno, la Russia continua ad avanzare a costo di ingenti perdite umane, con l’obiettivo di superare l’esercito di Kiev — sempre più provato — sia sul piano della durata del conflitto sia su quello della potenza di fuoco.
Il presidente Volodymyr Zelensky sta sollecitando i partner occidentali ad aumentare le forniture di armi e a intensificare la pressione economica e politica sul Cremlino.
Quest’anno, dopo una serie di massicci attacchi russi che hanno gravemente danneggiato la rete energetica, centinaia di migliaia di persone nella capitale ucraina sono rimaste senza riscaldamento ed elettricità.
Dopo il primo round di colloqui mediati dagli Stati Uniti ad Abu Dhabi il mese scorso, molti ucraini si sono detti scettici sulla possibilità di raggiungere un’intesa con Mosca.
«Penso che sia tutto uno spettacolo per l’opinione pubblica. Bisogna prepararsi al peggio e sperare nel meglio», ha dichiarato all’AFP Petro, un residente di Kiev.