La visita del premier greco in Türkiye segnala un potenziale disgelo nei rapporti

Durante la visita del premier greco, si prevede che i colloqui valutino in modo approfondito i legami tra Türkiye e Grecia e discutano modi per rafforzare ulteriormente la cooperazione tra i vicini dell'Egeo.

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Le relazioni tra Grecia e Turchia sono state storicamente caratterizzate da periodi di tensione nonché da tentativi di normalizzazione. / Reuters

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis si recherà in Türkiye mercoledì per il sesto incontro del Consiglio di Cooperazione di Alto Livello, una visita che i funzionari descrivono come un passo importante per mantenere lo slancio nei rapporti bilaterali.

Mitsotakis visiterà Ankara su invito del presidente Recep Tayyip Erdogan, secondo la Direzione per le Comunicazioni della Türkiye. L'incontro sarà presieduto congiuntamente dai due leader e vi parteciperanno i ministri competenti di entrambi i governi.

Il consiglio dovrebbe esaminare nel dettaglio le relazioni bilaterali ed esplorare modi per approfondire la cooperazione. Le discussioni affronteranno anche sviluppi regionali e globali, riflettendo il contesto strategico più ampio dei rapporti turco-greci.

Negli ultimi anni i due vicini hanno lavorato per stabilizzare i rapporti e ampliare la cooperazione, in particolare nel commercio e nel turismo. Entrambe le parti si sono prefissate l'obiettivo di aumentare il volume degli scambi bilaterali fino a 10 miliardi di dollari.

Il quadro dell'"agenda positiva" avviato tra Ankara e Atene mira a promuovere la collaborazione in settori quali salute, ambiente, cultura, turismo e commercio. I funzionari prevedono che il processo guadagnerà ulteriore slancio attraverso visite reciproche e accordi di cooperazione aggiuntivi.

Dinamiche della sicurezza regionale

I rapporti tra Grecia e Türkiye sono storicamente caratterizzati da periodi di tensione e da tentativi di normalizzazione.

Controversie di lunga data nel Mar Egeo restano al centro dell'agenda bilaterale. Tra queste vi sono disaccordi su aree di giurisdizione marittima, delimitazione della piattaforma continentale, spazio aereo e lo status di militarizzazione di alcune isole dell'Egeo orientale.

La Türkiye ha costantemente chiesto un dialogo basato sul diritto internazionale, pur sottolineando la necessità di tutelare i propri diritti e interessi nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale.

Negli ultimi anni la Grecia ha inoltre ampliato la cooperazione in materia di difesa con Israele, incluse esercitazioni congiunte e l'acquisto di sistemi militari avanzati.

Un quadro trilaterale che coinvolge Grecia, l'Amministrazione cipriota greca e Israele si è progressivamente istituzionalizzato: i funzionari della difesa hanno firmato a dicembre un piano d'azione congiunto volto a migliorare il coordinamento e ad ampliare le esercitazioni aeree e navali nel Mediterraneo orientale nei prossimi anni.

Funzionari turchi avevano in passato espresso riserve su iniziative regionali che, a loro avviso, escluderebbero la Türkiye da nuovi dispositivi di sicurezza ed energia.

Ankara ha ripetutamente sottolineato la necessità di un dialogo inclusivo e di meccanismi di sicurezza cooperativi nel Mediterraneo orientale per prevenire ulteriori tensioni e garantire la stabilità a lungo termine nella regione.

Maggiore impegno diplomatico

Persistono anche differenze sulla questione di Cipro, dove Ankara sostiene una soluzione a due stati e appoggia la Repubblica Turca di Cipro Nord. Rivendicazioni concorrenti legate all'esplorazione di energia nel Mediterraneo orientale hanno talvolta ulteriormente aggravato i rapporti.

Tuttavia, l'impegno diplomatico si è intensificato dal 2023. Il 5° incontro del Consiglio di Cooperazione di Alto Livello, tenutosi ad Atene alla fine di quell'anno, è stato il primo del suo genere dopo sette anni ed è stato descritto da entrambe le parti come un passo verso un clima più costruttivo.

Nel corso del 2024 i contatti sono proseguiti a più livelli, incluse misure di costruzione di fiducia in ambito militare e colloqui esplorativi nell'ambito del processo dell'"agenda positiva".

Entrambi i governi si sono impegnati a mantenere canali di comunicazione aperti e a gestire le controversie attraverso un dialogo sostenuto.