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Il barile di petrolio Brent è scambiato a 103,96 dollari
Il barile di petrolio Brent viene scambiato a 103,96 dollari nei mercati internazionali a termine.
Il barile di petrolio Brent è scambiato a 103,96 dollari
Petrolio (Archivio)

Il prezzo del petrolio Brent con consegna a gennaio, salito ieri fino a 104,92 dollari al barile, ha chiuso la seduta a 103,6 dollari. Oggi, alle 09:11, le quotazioni sono aumentate di circa lo 0,34% rispetto alla chiusura precedente, raggiungendo i 103,96 dollari al barile.

Alla stessa ora, il greggio WTI (West Texas Intermediate) con consegna a dicembre veniva scambiato a 96,28 dollari al barile.

Il rialzo dei prezzi è stato influenzato dai segnali contrastanti sulla possibilità di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

In un'intervista telefonica al Financial Times (FT), il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre negli Stati Uniti prosegue la campagna per le elezioni di metà mandato, ha dichiarato che i rapporti con Teheran sono «eccellenti» e che Washington non ha «un piano immediato» per attaccare l'Iran.

Trump ha sostenuto che i prezzi dell'energia scenderanno rapidamente dopo le elezioni di metà mandato, che attualmente attraverso lo Stretto di Hormuz transita una quantità di petrolio superiore a quella precedente alla guerra e che il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani sta «soffocando» economicamente Teheran.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha invece dichiarato che non ci sono nuovi sviluppi in merito a un possibile accordo con gli Stati Uniti e che lo scambio di messaggi tra le parti prosegue attraverso i mediatori.

Nel frattempo, il Qatar sta conducendo colloqui con le parti per allentare le tensioni tra Stati Uniti e Iran e garantire la sicurezza del transito attraverso lo Stretto di Hormuz.

In questo contesto, il 30 ottobre i mediatori qatarioti avevano incontrato a Teheran la delegazione iraniana.

Successivamente, la delegazione iraniana aveva proseguito i colloqui con i mediatori del Qatar per due giorni a Doha, capitale del Paese.

I dati sulle scorte negli Stati Uniti sostengono i prezzi

Gli investitori seguono inoltre i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le possibili ripercussioni sulla posizione del presidente Trump nella politica interna e sull'approccio della sua amministrazione al conflitto.

Dopo che, secondo i risultati non ufficiali delle elezioni di metà mandato, i repubblicani hanno perso la maggioranza al Senato e sono scesi sotto i democratici alla Camera dei rappresentanti, Trump ha rilasciato un'intervista al Wall Street Journal.

Alla domanda se la guerra contro l'Iran fosse stata una delle cause della perdita di consensi dei repubblicani alle elezioni, Trump ha risposto: «Anche l'Iran ha avuto un ruolo».

A sostenere i prezzi hanno contribuito anche i dati sulle scorte diffusi negli Stati Uniti. L'American Petroleum Institute (API) ha stimato che le scorte commerciali di greggio statunitensi siano diminuite di circa 5 milioni e 267 mila barili la scorsa settimana. Le attese del mercato indicavano invece un aumento di 2 milioni e 100 mila barili.

Sul piano tecnico, per il Brent il livello di 104,10 dollari al barile viene indicato come resistenza, mentre quello di 102,40 dollari rappresenta un'area di supporto.