Come ridurre il rischio di cancro?
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Come ridurre il rischio di cancro?Un decesso su cinque è causato dal cancro… ed entro il 2050 si prevedono ben 30 milioni di nuovi casi!
Come ridurre il rischio di cancro

Un decesso su cinque è causato dal cancro ed entro il 2050 si prevedono ben 30 milioni di nuovi casi.

Eppure, un terzo dei tumori può essere prevenuto. Ma come?

Fumo, obesità, alimenti ultra-processati e una certezza: la diagnosi precoce salva la vita.

Come ridurre il rischio di cancro

Un caloroso saluto a tutti! Oggi affrontiamo un tema di vitale importanza: le strategie per ridurre il rischio di cancro.

Il cancro è la seconda causa di morte a livello globale, subito dopo le malattie cardiovascolari. Ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa di questa patologia e, purtroppo, il quadro è in continuo peggioramento, con diagnosi in costante aumento.

Le ricerche internazionali parlano chiaro: questa tendenza non è destinata a fermarsi. Entro il 2050, i nuovi casi di cancro nel mondo supereranno i 30 milioni, mentre i decessi potrebbero oltrepassare i 18 milioni.

Anche in Türkiye lo scenario è preoccupante: un decesso su cinque è riconducibile a un tumore. Nonostante i grandi progressi compiuti dalla medicina sul fronte delle terapie, gli esperti continuano a ribadire che l'arma più potente resta la prevenzione, ovvero evitare i fattori di rischio prima che la malattia abbia modo di svilupparsi.

Cosa possiamo fare, dunque, per proteggerci?

Il professor Nebi Serkan Demirci, specialista in Medicina Interna, Oncologia Medica e Immunologia dei Tumori presso la Facoltà di Medicina di Cerrahpaşa, ha risposto alle domande più frequenti poste da Mine Yağıcı Çiftci di TRT Haber. Ed è proprio questa conversazione che vogliamo condividere con voi oggi.

Il primo consiglio è netto: evitare fumo e alcol.

Sottolineando come circa un terzo dei tumori sia legato a cause assolutamente prevenibili, il professor Demirci parte proprio dal tabacco:

«Stare lontani dal fumo significa già abbattere il rischio di sviluppare numerose forme tumorali. Attenzione però: il tabacco non causa solo il cancro ai polmoni. Se ne parla spesso perché è il più frequente e la causa di mortalità più comune, ma in realtà il fumo è responsabile diretto di tantissime altre patologie oncologiche.»

Il professor Demirci si sofferma poi su un altro binomio cruciale: obesità e sedentarietà, due fattori che aumentano significativamente il rischio di cancro.

«Ecco perché è fondamentale seguire un'alimentazione sana e, soprattutto, praticare attività fisica. Ma attenzione: non si intende semplicemente muoversi un po' per casa. Parliamo di camminata veloce o di un vero allenamento, per almeno venti-quaranta minuti, tre volte a settimana.»

Anche l'alcol figura tra i principali indiziati. Richiamando i dati ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il professore avverte:

«L'abuso di alcol è all'origine di numerose patologie, in particolare dei tumori al seno, al fegato e a carico dell'intero apparato digerente.»

Un'ultima raccomandazione riguarda gli alimenti ultra-processati. Il professor Demirci lancia un vero e proprio allarme:

«Prodotti come salame, salsicce e insaccati in genere sono classificati dall'OMS tra le sostanze cancerogene di primo livello. Consumarli regolarmente aumenta in modo drastico il rischio di sviluppare tumori all'intero sistema digerente, in particolare all'esofago e allo stomaco.»

Ma la prevenzione non passa solo dalla tavola.

Il professor Demirci ci ricorda che anche i raggi solari, soprattutto nei mesi estivi, rappresentano un serio fattore di rischio per i tumori della pelle.

Da qui l'assoluta necessità di proteggersi, evitando l'esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata, quando i raggi UV sono più intensi e aggressivi.

La diagnosi precoce salva la vita.

Oltre alle buone abitudini quotidiane, il professor Demirci sottolinea quanto i controlli regolari siano un'arma fondamentale nella lotta contro la malattia. Soprattutto per i soggetti a rischio, saltare gli screening non è un'opzione.

In Türkiye esistono programmi di screening gratuiti dedicati ai tumori al seno, al colon-retto e al collo dell'utero.

«I Centri di Diagnosi Precoce, Screening e Formazione contro il Cancro, i cosiddetti KETEM, sono capillarmente presenti in quasi ogni distretto del Paese. È fondamentale rivolgersi a queste strutture: sottoponendosi a questi controlli, il cancro può essere intercettato in uno stadio iniziale. Lo slogan "la diagnosi precoce salva la vita" non è un cliché, è la pura verità: la sopravvivenza dei nostri pazienti dipende interamente dallo stadio in cui la malattia si trova quando arriva alla nostra attenzione.»

Ma chi dovrebbe sottoporsi a questi controlli, con quale frequenza e per quali tipi di tumore?

«Per le donne sopra i quarant'anni è fondamentale eseguire una mammografia ogni uno o due anni: nella pratica clinica resta il test di screening più potente in assoluto per abbattere la mortalità da tumore al seno. Allo stesso modo, il cancro al collo dell'utero può essere efficacemente prevenuto con regolari controlli ginecologici. Per quanto riguarda il colon-retto, dopo i cinquant'anni è sufficiente una colonscopia ogni dieci anni, l'esame completo del grosso intestino, oppure una sigmoidoscopia ogni cinque anni per controllare la parte finale del colon. In questa stessa fascia d'età è altamente consigliato eseguire regolarmente anche il test del sangue occulto nelle feci.»

Le possibilità di cura in fase precoce sono nettamente più elevate.

Il professor Demirci evidenzia come gli ultimi anni abbiano visto progressi straordinari nelle terapie oncologiche, con tassi di successo letteralmente decollati nelle fasi iniziali della malattia.

«Pensiamo al tumore al polmone in fase avanzata: nel 2010 appena il quattro per cento dei pazienti era ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi. Oggi, grazie all'avvento dell'immunoterapia, in alcuni gruppi di pazienti questa percentuale è balzata al trenta-trentacinque per cento. Significa che un paziente su tre, o in alcuni casi uno su cinque, riesce a superare la soglia dei cinque anni con un'ottima aspettativa di vita.»

I rimedi erboristici possono compromettere le terapie.

Il percorso di cura contro il cancro è un processo lungo e complesso. Durante questo cammino, capita spesso che alcuni pazienti si rivolgano a prodotti a base di erbe. Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, questa scelta può rivelarsi controproducente e danneggiare l'efficacia delle terapie. Il professor Demirci lo spiega chiaramente:

«Moltissimi pazienti, subito dopo la diagnosi, si rivolgono ai prodotti naturali spinti da un'assoluta buona fede. Ma attenzione: non tutto ciò che è naturale fa bene alla salute. L'esempio più banale è l'acqua: se ne assumiamo una quantità eccessiva, rischiamo persino la morte per intossicazione idrica. Questo dimostra che il concetto di "naturale" non è sinonimo di salutare o benefico.»

Non esistono solide prove scientifiche capaci di dimostrare che i prodotti erboristici possano curare il cancro; al massimo, alcuni di essi possono alleviare determinati effetti collaterali legati alle terapie. Il vero pericolo, però, sorge quando questi rimedi vengono assunti senza consultare l'oncologo.

«Se un prodotto può migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti, siamo i primi a essere favorevoli, ma a una condizione imprescindibile: deve trattarsi di rimedi sicuri e scientificamente validati.»

L'uso incontrollato di sostanze erboristiche può scatenare gravi tossicità. Il professor Demirci conclude con un monito sugli effetti negativi che queste possono avere sulle cure tradizionali.

«Questi prodotti possono crearci seri problemi nell'utilizzare i farmaci che normalmente dovremmo somministrare. Inoltre, alcune erbe possono addirittura sopprimere il sistema immunitario. Pensiamo alle terapie oncologiche moderne: oggi utilizziamo le immunoterapie, farmaci progettati proprio per rafforzare le difese immunitarie e aiutarci a combattere le cellule tumorali. Se nello stesso momento si va a deprimere il sistema immunitario con rimedi fai-da-te, l'efficacia di questi trattamenti salvavita purtroppo svanisce.»

Le strade per prevenire il cancro esistono e sono tracciate chiaramente. Uno stile di vita sano, controlli regolari e scelte consapevoli possono davvero fare la differenza. Ricordate: la diagnosi precoce è la nostra arma più potente.

Grazie per averci ascoltato. Ci risentiamo alla prossima puntata. Un saluto a tutti e, soprattutto, buona salute!