Iran avverte che la visita di Netanyahu negli USA avrà un impatto «distruttivo» sulla diplomazia
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran sta negoziando con Washington e che spetta agli Stati Uniti decidere se agire in modo indipendente.
L’Iran ha avvertito che la visita a Washington di Benjamin Netanyahu, durante la quale dovrebbe essere affrontato il tema dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Teheran, potrebbe avere un effetto «distruttivo» sul processo diplomatico.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Bekayi, ha dichiarato martedì durante la conferenza stampa settimanale:
«La parte con cui stiamo negoziando sono gli Stati Uniti. Spetta all’America decidere se agire in modo indipendente dalle pressioni e dalle influenze distruttive che arrecano danno alla regione».
Bekayi ha aggiunto che «il regime sionista, in qualità di sabotatore, ha dimostrato ripetutamente di opporsi a qualsiasi processo diplomatico che possa condurre alla pace nella nostra regione».
Teheran e Washington hanno ripreso venerdì a Mascate i colloqui, mesi dopo il collasso dei negoziati seguito alla campagna di bombardamenti senza precedenti lanciata da Israele contro l’Iran nel giugno dello scorso anno. Quegli attacchi avevano innescato una guerra durata 12 giorni.
Durante il conflitto, Israele ha preso di mira alti ufficiali militari iraniani, scienziati nucleari e infrastrutture nucleari, colpendo anche aree residenziali.
Successivamente, anche gli Stati Uniti si sono uniti all’operazione, conducendo propri attacchi contro siti nucleari chiave dell’Iran.
L’Iran ha risposto lanciando attacchi con droni e missili contro Israele e prendendo di mira la più grande base militare statunitense del Medio Oriente, situata in Qatar.
Bekayi ha dichiarato: «L’esperienza di giugno è stata un’esperienza molto negativa. Proprio per questo, tenendo conto di quanto accaduto, siamo determinati a tutelare gli interessi nazionali dell’Iran attraverso la diplomazia».
Il portavoce ha inoltre sottolineato che, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, l’attenzione dell’Iran resterà rigorosamente limitata al dossier nucleare.
Israele chiede restrizioni sui missili nei negoziati
Teheran ribadisce di aver respinto ripetutamente qualsiasi negoziato che vada oltre il dossier nucleare.
In una dichiarazione diffusa sabato dall’ufficio di Netanyahu, si afferma che il primo ministro israeliano «ritiene che qualsiasi negoziato debba includere limiti ai missili balistici e la cessazione del sostegno all’asse iraniano», con un riferimento ai gruppi armati alleati di Teheran nella regione.
I colloqui si sono svolti sullo sfondo delle minacce di Washington e del dispiegamento, da parte degli Stati Uniti, di un gruppo d’attacco di una portaerei nella regione il mese scorso, dopo la dura repressione delle proteste antigovernative e mortali in Iran.
Secondo le autorità iraniane, le manifestazioni scoppiate a fine dicembre a causa del crescente costo della vita erano inizialmente pacifiche, ma si sono poi trasformate in «sommosse» caratterizzate da morti e atti di vandalismo, un’evoluzione che Teheran attribuisce a istigazioni da parte degli Stati Uniti e di Israele.