Le proteste degli autotrasportatori in Italia contro il rincaro dei carburanti si stanno estendendo, con blocchi stradali e degli accessi ai porti nelle regioni meridionali del Paese.
Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, le proteste, iniziate in Sicilia a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, si sono estese anche ad altre regioni.
Con l’allargamento delle manifestazioni a Calabria, Basilicata, Puglia e Campania, in alcuni punti si sono registrati rallentamenti nella distribuzione delle merci ai supermercati.
I blocchi stradali attuati dagli autotrasportatori per protestare hanno provocato ingorghi in diversi punti della rete viaria, in particolare sull’autostrada A1.
A Napoli e Caserta, in Campania, gli autotrasportatori hanno bloccato ieri sera con i loro mezzi l’uscita di Caserta Sud e quella di Santa Maria Capua Vetere, oltre all’accesso al porto di Napoli, per protestare contro il rincaro dei carburanti, i cui prezzi sono saliti a circa 2,30 euro al litro.
In una nota, l’associazione italiana per la tutela dei consumatori Codacons ha avvertito che il Paese rischia di trovarsi ad affrontare una doppia emergenza: «Da un lato, nelle prossime ore potrebbero verificarsi carenze di beni di prima necessità, in particolare di prodotti alimentari sugli scaffali dei supermercati. Dall’altro, lungo l’intera filiera di approvvigionamento esiste il rischio di speculazioni: alcuni operatori potrebbero approfittare dell’attuale emergenza per aumentare ingiustificatamente i prezzi al dettaglio».





















