Migliaia di persone scese in piazza in Argentina hanno protestato contro i tagli al bilancio dell'istruzione del governo del presidente Javier Milei.
Alle manifestazioni, organizzate in molte città tra cui la capitale Buenos Aires, hanno partecipato migliaia di persone tra sindacati, accademici e studenti.
La folla, che portava striscioni e cartelli, ha espresso il suo dissenso per i tagli al bilancio dell'istruzione operati dal governo Milei.
Dopo che alcuni manifestanti hanno causato danni all'area circostante, le forze di sicurezza sono intervenute con lacrimogeni e getti d'acqua ad alta pressione.
Molti sono rimasti intossicati dai lacrimogeni; un cameraman dell'emittente televisiva C5N e una donna colpita alla testa da un proiettile lacrimogeno sono rimasti feriti.
La donna ferita ha dichiarato alla stampa locale di aver partecipato alla manifestazione per difendere il diritto all'istruzione pubblica per i suoi figli.
I manifestanti chiedono l'applicazione della legge di finanziamento che prevede maggiori risorse per le università, oltre al miglioramento degli stipendi e a maggiori stanziamenti per le istituzioni pubbliche.
I tagli al bilancio dell'istruzione del governo Milei
Dall'insediamento del presidente argentino Milei, avvenuto nel dicembre 2023, le ampie riduzioni di bilancio adottate hanno interessato anche le università pubbliche. Il congelamento dei finanziamenti universitari da parte del governo è stato frequentemente oggetto di proteste da parte di studenti, accademici e sindacati.
Il Congresso argentino aveva approvato la legge sul finanziamento universitario, che prevedeva l'adeguamento dei bilanci universitari all'inflazione e l'aggiornamento dei salari degli accademici. Tuttavia Milei ha posto il veto alla legge per ragioni finanziarie, una decisione che ha intensificato le manifestazioni in tutto il Paese.






















