L'esercito israeliano avverte di dimissioni di massa di personale
I media israeliani riferiscono che l’esercito sta affrontando una crescente crisi di personale, in seguito alla presentazione delle dimissioni da parte di ufficiali e sottufficiali.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, l’esercito di Israele ha lanciato un allarme per possibili dimissioni di massa dopo il brusco aumento delle richieste di congedo presentate da ufficiali e soldati.
Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha scritto che le Forze armate si trovano ad affrontare «dimissioni di massa di ufficiali e sottufficiali», in seguito alle richieste di centinaia di militari di lasciare il servizio permanente.
Il giornale, senza precisare il periodo in cui le domande sono state presentate, ha riferito che «finora sono pervenute 500 richieste di esonero dal servizio da parte di ufficiali e sottufficiali in forza alle unità regolari».
Nel servizio si aggiunge che le autorità militari hanno messo in guardia contro un aumento costante delle dimissioni in tutte le fasce d’età e i gradi, definendo la situazione una vera e propria «crisi del personale» giunta a un punto critico.
Secondo il quotidiano, l’esercito prevede un ulteriore aumento delle richieste di congedo da parte del personale permanente in servizio nelle forze regolari.
L’articolo rileva che la Knesset non ha ancora approvato le proposte di modifiche legislative che prevedono un aumento dei diritti pensionistici per ufficiali e soldati compreso tra il 7 e l’11 per cento; un ritardo che, secondo il giornale, contribuisce ad accrescere il malcontento.
Il quotidiano scrive inoltre che le richieste di separazione dal servizio provengono principalmente dal personale permanente in servizio attivo, piuttosto che dagli ufficiali della riserva, e che sono legate ai bassi salari nonché all’aumento dell’usura e delle perdite di personale, in particolare durante il genocidio condotto da Israele a Gaza.
Mentre l’esercito fatica a convincere migliaia di ufficiali e sottufficiali a rimanere in servizio permanente, si prevede che questa situazione si traduca in un indebolimento complessivo delle capacità delle Forze armate.