La Bulgaria ha vinto l'Eurovision Song Contest 2026, mentre la competizione in Austria è stata offuscata da proteste, boicottaggi e manifestazioni legate alla partecipazione di Israele sullo sfondo del genocidio a Gaza.
La finale della 70ª edizione dell'Eurovision Song Contest si è tenuta alla Wiener Stadthalle di Vienna, dove la cantante bulgara Dara si è aggiudicata il primo posto con la canzone "Bangaranga", totalizzando 516 punti fra giurie e spettatori.
Israele si è classificato secondo con 343 punti, mentre la Romania ha ottenuto il terzo posto con 296 punti.
Cinque paesi — Spagna, Slovenia, Paesi Bassi, Islanda e Irlanda — hanno boicottato la competizione in protesta per la partecipazione di Israele.
La concorrente israeliana Noam Bettan, che si è esibita per terza durante la finale, è stata accolta da proteste all'interno dell'arena mentre alcuni spettatori sventolavano bandiere palestinesi durante la performance. Si sono inoltre uditi fischi quando sono stati annunciati i risultati del televoto per Israele.
La segretaria generale di Amnesty International, Agnes Callamard, ha criticato la partecipazione di Israele durante la trasmissione, scrivendo sui social che «non ci dovrebbe essere palco per Israele all'Eurovision mentre è in corso un genocidio, un'occupazione illegale e un apartheid».
Proteste a Vienna
Oltre 1.000 manifestanti filo‑palestinesi si sono radunati in piazza Christian Broda a Vienna e si sono diretti verso la sede della Wiener Stadthalle, alcune ore prima della finale.
I manifestanti portavano striscioni con le scritte: «Non celebrate il genocidio» e «Israele, uccisore di bambini e persone», cantando slogan tra cui «Boicotta Israele» e «Nessun palco per il genocidio».
Attivisti internazionali, artisti e rappresentanti della società civile hanno esortato l'Unione europea di radiodiffusione (EBU) a escludere Israele dal concorso e hanno invitato paesi, compresa l'Austria, a porre fine alla cooperazione politica, economica e militare con Israele.
Un concerto separato, "Song Protest – No Stage for Genocide", si è svolto venerdì in piazza Maria Theresien a Vienna, riunendo artisti e attivisti internazionali che hanno espresso solidarietà con i palestinesi e criticato la posizione dell'EBU sulla partecipazione di Israele.
Durante la prima semifinale, il 12 maggio, Bettan ha affrontato proteste da parte del pubblico, che ha intonato «Fermate il genocidio» e ha mostrato bandiere palestinesi. Alcuni manifestanti con slogan "Free Palestine" sono stati allontanati dal personale di sicurezza.
Le emittenti esprimono critiche
La radiotelevisione pubblica spagnola RTVE ha trasmesso all'inizio della diretta un messaggio a sostegno della «pace e della giustizia per la Palestina», oscurando temporaneamente lo schermo per mostrare il messaggio in spagnolo e in inglese.
L'emittente pubblica fiamminga del Belgio VRT ha anche avvertito che potrebbe riconsiderare la partecipazione futura a meno che l'EBU non cambi le sue politiche sulla partecipazione dei paesi all'Eurovision.
Calo degli ascolti
Il concorso ha registrato anche un calo degli ascolti televisivi in diversi paesi, in mezzo a chiamate al boicottaggio e critiche per la partecipazione di Israele.
In Italia, 1,87 milioni di spettatori hanno seguito la prima semifinale sulla radiotelevisione pubblica RAI, in diminuzione rispetto ai 2,489 milioni dell'anno scorso.
Nei Paesi Bassi, gli ascolti della semifinale sono calati del 42% rispetto al 2025, rendendola la semifinale di Eurovision meno vista del paese dal 2012.
I dati di audience hanno mostrato un calo anche rispetto all'anno scorso nel Regno Unito, in Svezia e in Belgio, secondo i dati di ascolto riportati.












