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Guterres chiede un cessate il fuoco permanente a Gaza in vista dell'anniversario del 7 ottobre
Il capo dell'ONU afferma che il cessate il fuoco deve diventare permanente mentre i palestinesi continuano a fronteggiare sfollamenti, distruzione e assistenza umanitaria inadeguata.
Guterres chiede un cessate il fuoco permanente a Gaza in vista dell'anniversario del 7 ottobre
Guterres preme per un cessate il fuoco permanente a Gaza e una pace regionale duratura. (Foto: ARCHIVIO) / AA [FILE]

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un appello per un cessate il fuoco permanente a Gaza, in una dichiarazione rilasciata alla vigilia del terzo anniversario del 7 ottobre. Nella sua nota ufficiale, Guterres ha dichiarato: «È giunto il momento che il cessate il fuoco diventi permanente. È giunto il momento di consentire l'accesso a massicci aiuti umanitari. Ed è giunto il momento di rispettare il diritto internazionale», esortando la comunità internazionale a tracciare «un percorso politico verso una pace duratura nell'intera regione».

Guterres ha sottolineato che l'anniversario deve rappresentare molto più di un semplice momento di cordoglio: «Questo anniversario non deve essere soltanto un altro anno di lutto, ma il segno di una rinnovata determinazione a costruire un futuro diverso; un futuro in cui israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace e sicurezza, vedendo riconosciuti i propri diritti, la propria dignità e le proprie aspirazioni».

Conflitti su più fronti

Rilevando che i palestinesi sono stati sottoposti a «gravi perdite umane, sfollamenti e devastazioni», Guterres ha aggiunto: «Anche le loro sofferenze devono finire».

Oltre 74.200 persone hanno perso la vita nella guerra condotta per anni da Israele nella regione, descritta come di portata genocida. Guterres ha riconosciuto che la tregua temporanea mediata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell'ottobre 2025 ha garantito un sollievo limitato, ma ha avvertito che tale accordo «non ha ancora offerto sicurezza, aiuti umanitari sufficienti o un percorso credibile verso la ripresa e la pace».

Dall'ottobre 2023, Israele ha esteso le operazioni belliche all'intera regione, occupando il Libano meridionale ed entrando, a fine febbraio, in un conflitto armato diretto contro l'Iran al fianco degli Stati Uniti.