Nonostante la crescente pressione internazionale, Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele proseguirà nella costruzione di insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata, annunciando inoltre l'arrivo di una nuova e massiccia ondata di immigrazione nella regione.
Netanyahu, alle prese con una complessa campagna elettorale in vista delle urne di ottobre, guida il governo più a destra della storia di Israele, con il quale ha impresso un'accelerazione all'approvazione e all'espansione degli insediamenti in Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale.
I cosiddetti "avamposti" — spesso costituiti da prefabbricati o strutture temporanee — sono ritenuti illegali anche dalla stessa legge israeliana. Tuttavia, negli ultimi anni, le procedure per la loro sanatoria e legalizzazione hanno registrato una forte accelerazione.
Secondo una nota diffusa dal suo ufficio, intervenendo martedì sera a un evento promosso dai coloni, il premier ha dichiarato: «I numeri parlano chiaro: insieme abbiamo costruito e legalizzato 104 comunità e 160 fattorie agricolo-pastorali, e altre ne arriveranno».
Rivolgendosi alla platea, Netanyahu ha poi aggiunto: «Voi state dando concretezza alla visione della Terra d'Israele, e questa è la nostra terra».
Il premier ha infine sostenuto che i coloni «stanno preparando il terreno per un'imminente e imponente ondata migratoria», definendola «un immenso sforzo governativo per realizzare la visione di intere generazioni».




















