Il presidente Recep Tayyip Erdoğan si è rivolto al paese dopo la riunione di gabinetto presso il Palazzo Presidenziale.
Erdoğan ha sottolineato che, in un periodo in cui il mondo e la regione sono sballottati da conflitti, turbolenze politiche ed economiche e tensioni sociali, la Türkiye avanza con passi sicuri verso i suoi obiettivi senza deviare dalla propria rotta.
Segnalando che ogni evento mette in luce la resilienza della Türkiye, Erdoğan ha detto:
Ogni crisi nella nostra regione, oltre a dimostrare i grandi progressi compiuti dalla Türkiye negli ultimi 23 anni, rafforza ulteriormente il ruolo del nostro Paese come isola di stabilità. In un'epoca in cui gli schemi consolidati vengono meno, l'incertezza aumenta e l'umanità accelera la sua ricerca di direzione, la Türkiye si distingue come il paese più forte e più stabile della sua regione e suscita attenzione.
Desidero esprimere con grande orgoglio che oggi esiste una Turchi che è in grado di stare in piedi da sola in ogni ambito, e che anzi, andando oltre, sostiene amici e fratelli nei momenti più difficili. Nonostante gli ostacoli incontrati, siamo entrati in un periodo in cui raccogliamo i frutti delle strategie che abbiamo applicato con pazienza per 23 anni. Grazie ai vantaggi garantiti dal Sistema di Governo Presidenziale riusciamo a contenere in molti settori gli effetti distruttivi della guerra — che preoccupa profondamente l'Europa e il resto del mondo — mantenendoli ai livelli più bassi possibili.
Erdoğan ha spiegato che l'Unione doganale entrata in vigore il 1º gennaio 1996 tra la Türkiye e l'Unione europea ha segnato la fine della fase di transizione e l'ingresso nella fase finale, e ha affermato che i problemi incontrati hanno presto ricominciato a ripresentarsi.
Ha osservato che la Türkiye è cambiata, si è trasformata e ha rafforzato la sua economia e la sua democrazia, ma che nulla è mutato nell'approccio distorto di certi ambienti verso il Paese. Ha aggiunto che, a differenza di altri paesi candidati, la Türkiye è costretta a confrontarsi anche con questa mentalità e con i suoi rappresentanti.
Il presidente Erdoğan ha proseguito dicendo:
Purtroppo devo constatare che questo cammino prosegue ancora sulla stessa base. La miopia strategica nei confronti della Türkiye purtroppo mantiene una presenza evidente in molte istituzioni dell'Unione.
A questo punto devo dire una verità in modo chiaro. Come ieri, anche oggi la questione non è dove si collochi Ankara; la questione è dove Bruxelles desideri trovarsi nel mondo del futuro, dove si vede collocata.
Si dovrebbe capire ormai che un'UE che non includa la Türkiye come membro a pieno titolo non potrà essere un attore globale né un polo d'attrazione. Non siamo — e non saremo mai — un Paese la cui esistenza viene ricordata solo nei momenti di bisogno, cui si busserà alla porta quando serve e che poi verrà messo da parte in altri periodi.
L'UE deve riconoscere il valore dell'atteggiamento costruttivo della Türkiye, non sfruttarlo e astenersi da azioni e dichiarazioni che lo mettano in difficoltà. Non si dimentichi che la Türkiye non è più la Türkiye di una volta, così come il mondo non è più come prima, non è più confinato nell'area d'influenza degli Stati occidentali.
Il presidente Erdoğan ha sottolineato che si sta costruendo un nuovo mondo in cui le cooperazioni regionali acquisiscono importanza, emergono nuovi attori e il sistema globale evolve rapidamente verso la multipolarità, e ha affermato che la Türkiye figura tra i paesi più forti e maggiormente destinati a diventare uno dei poli di questo nuovo sistema.
Oggi l'Europa ha più bisogno della Türkiye di quanto la Türkiye abbia bisogno dell'Europa, e domani questa esigenza sarà ancora maggiore. Erdoğan ha detto che l'Europa è a un bivio: o vedrà la crescente forza e il peso globale della Türkiye come un'opportunità per uscire dall'impasse dell'Unione, o permetterà che discorsi ed atteggiamenti esclusivi compromettono il suo futuro.
Ha espresso la speranza che i decisori europei abbandonino finalmente i pregiudizi politici e storici e si concentrino sullo sviluppo di relazioni sincere, autentiche e paritarie con la Türkiye. Una simile relazione sarà vantaggiosa per il continente europeo, di cui la Türkiye è parte inscindibile. Proseguiremo su questa strada guidati dagli interessi superiori della nostra nazione, con pazienza, dignità, la coscienza pulita e la testa alta.























