POLITICA
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Israele intende occupare il 75% di Gaza e confinare i palestinesi in zone separate
L’esercito israeliano espande il controllo sui territori a Gaza inoltre, afferma di voler distruggere le infrastrutture che ritiene legate ad Hamas.
Israele intende occupare il 75% di Gaza e confinare i palestinesi in zone separate
Large portions of Gaza lie in ruins, with thousands of homes and public facilities either damaged or obliterated. / Photo: Reuters / Reuters
27 maggio 2025

L’esercito israeliano sta intensificando le operazioni per assumere il controllo di oltre due terzi della Striscia di Gaza nei prossimi due mesi. Questo piano mira a confinare circa 2 milioni di palestinesi in solo un quarto della regione assediata. Le informazioni si basano su vari rapporti dei media e dichiarazioni ufficiali.

Secondo quanto riferito in un recente riunione di alto livello, il piano prevede che le forze israeliane occupino entro luglio circa il 75% della fascia costiera di Gaza appartenente ai palestinesi, ovvero 275 chilometri quadrati su un totale di 365.

La popolazione palestinese restante verrà confinata in tre aree separate: la città di Gaza a nord, i campi profughi nel centro della Striscia e la zona di Masawi a sud.

Le autorità israeliane affermano che l'obiettivo dell’operazione è distruggere le infrastrutture di Hamas e liberare gli ostaggi. Tuttavia, i difensori dei diritti umani avvertono che l’offensiva potrebbe causare nuove sofferenze per la popolazione civile e un drastico aumento degli sfollamenti forzati.

Dopo una breve tregua a marzo, l’esercito israeliano ha ripreso gli attacchi e attualmente controlla circa il 40% della Striscia.

In un video pubblicato su Telegram, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la linea dura del governo, affermando che le forze israeliane stanno compiendo progressi significativi. "Controlleremo tutta la Striscia," ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che la guerra di Israele continuerà finché Hamas non sarà sconfitto.

Tuttavia, i critici sottolineano che, nonostante mesi di bombardamenti e operazioni terrestri, Israele non è riuscito a sconfiggere Hamas, sollevando dubbi sugli obiettivi dichiarati della guerra.

Spostamenti Forzati

All’inizio di questo mese, il Gabinetto di Sicurezza israeliano ha approvato all’unanimità un’espansione dell’offensiva militare per rafforzare ulteriormente la presenza dell’esercito in tutta la Striscia di Gaza. Il piano operativo non prevede solo l’occupazione del territorio rimanente, ma anche il mantenimento di una presenza a lungo termine nell’area.

Secondo i media israeliani, il piano include anche il trasferimento forzato dei palestinesi dal nord della Striscia verso le regioni meridionali. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno condannato questa misura, definendola uno sfollamento forzato e una violazione del diritto internazionale.

Questi sviluppi arrivano mentre una controversa fondazione umanitaria privata sostenuta da Stati Uniti e Israele si sta preparando a iniziare la distribuzione degli aiuti a Gaza questa settimana. La Gaza Humanitarian Relief Foundation, istituita a febbraio, prevede di distribuire gli aiuti solo attraverso un numero limitato di “punti di distribuzione sicuri” nel sud di Gaza.

I critici, in particolare i funzionari delle Nazioni Unite, sostengono che il piano aggraverà la crisi umanitaria e promuoverà lo sfollamento forzato dei palestinesi.

L'esercito israeliano ha dichiarato che, man mano che catturerà altri territori, distruggerà le infrastrutture che sostiene siano legate ad Hamas. Questa politica ha già portato a distruzioni diffuse in tutta la regione.