Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito "preoccupanti" gli sviluppi nel Golfo Persico, sottolineando che la situazione nella regione è tutt’altro che stabile e mostra nuovi segnali di deterioramento.
Rispondendo alle domande dei giornalisti a Mosca, Peskov ha fatto il punto sui principali temi dell'agenda geopolitica internazionale.
Alla domanda se la posizione del Cremlino sul ruolo di mediazione di Washington nella risoluzione della crisi ucraina fosse cambiata, il portavoce ha dichiarato:
«Vediamo che gli americani sono attualmente impegnati su altri fronti. Purtroppo, la situazione nella regione del Golfo Persico è tutt'altro che stabile e tende nuovamente a deteriorarsi, rappresentando una fonte di grande preoccupazione a livello globale. Di conseguenza, in questo momento gli Stati Uniti non hanno il tempo di occuparsi della risoluzione della crisi ucraina. Tuttavia, attraverso i canali di comunicazione attivi, riceviamo segnali che indicano come, una volta risolte le proprie priorità, gli americani sarebbero pronti a riprendere gli sforzi di mediazione.»
Peskov ha poi commentato duramente le accuse dell'intelligence lituana, secondo cui la Russia starebbe pianificando attacchi contro le infrastrutture dei Paesi baltici e dell'Europa: «Queste affermazioni vengono diffuse con il solo scopo di spaventare la popolazione e giustificare la continua militarizzazione del Paese. Per farlo, d'altronde, è necessario creare un nemico e, in questo caso, sembra che il ruolo sia stato assegnato a noi. Tutto questo viene orchestrato per favorire il trasferimento delle infrastrutture militari della NATO nei Paesi baltici.»



















