Il mondo segue con attenzione l'evoluzione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Secondo l'agenzia ufficiale iraniana IRNA (Islamic Republic News Agency), Teheran ha trasmesso ai mediatori la propria risposta alla proposta americana volta a porre fine alle ostilità.
La risposta iraniana alla bozza statunitense è stata recapitata tramite il Pakistan. Il contenuto è stato tuttavia riportato in modo difforme dai media iraniani e da quelli americani.
"La proposta degli Stati Uniti equivale a una resa"
I media iraniani sostengono che l'offerta di Washington imporrebbe di fatto la resa di Teheran alle richieste di Donald Trump, precisando che la proposta è stata respinta dalle autorità iraniane.
Secondo Tasnim, tra le condizioni avanzate da Teheran figurano la revoca del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, la cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti e garanzie di non aggressione. L'Iran chiede inoltre la rimozione, entro 30 giorni, delle sanzioni petrolifere, il pagamento di risarcimenti di guerra da parte degli Stati Uniti e il riconoscimento della propria sovranità sullo Stretto di Hormuz.
I media statunitensi riferiscono invece che Teheran avrebbe proposto la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale in cambio della revoca del blocco navale. L'Iran si sarebbe inoltre dichiarato disponibile a sospendere l'arricchimento dell'uranio per un periodo inferiore alla moratoria ventennale proposta da Washington, rifiutando però lo smantellamento degli impianti nucleari.
Secondo Bloomberg, l'ultima proposta iraniana prevederebbe la diluizione di una parte dell'uranio altamente arricchito e il trasferimento del restante in un Paese terzo, con la richiesta di garanzie per il suo recupero in caso di fallimento dei negoziati.
"Totalmente inaccettabile"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito "totalmente inaccettabile" la proposta iraniana in un post pubblicato su Truth Social, aggiungendo in una conversazione con il giornalista di Axios Barak Ravid che la risposta di Teheran è "priva di senso".
Trump ha accusato l'Iran di "prendere in giro gli Stati Uniti da 47 anni", bollando anche l'accordo nucleare siglato dall'ex presidente Barack Obama come un risultato favorevole a Teheran.
Il presidente ha avvertito che, in assenza di un'intesa, Washington potrebbe rilanciare su scala più ampia l'operazione "Freedom Project", definendola in tal caso "Freedom Project +". Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti sono in grado di localizzare dall'orbita i siti dell'uranio iraniano e che, qualora Teheran dovesse avvicinarsi a tali obiettivi, sarebbe colpita.
"Il nostro obiettivo non è compiacere Trump"
La parte iraniana ha replicato alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump con una nota secca: "Il nostro obiettivo non è compiacere Trump".
Nei negoziati pesa anche la posizione di Israele. Secondo fonti vicine ai colloqui, il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe fatto sapere a Washington che non accetterà alcun accordo che non preveda lo smantellamento completo del programma nucleare iraniano. Le stesse fonti riferiscono che Tel Aviv ha avvertito che Teheran starebbe usando i negoziati per prendere tempo.
Il blocco continua
La Marina statunitense ha finora dirottato 57 navi commerciali che tentavano di entrare o uscire dai porti iraniani, mentre 4 imbarcazioni sarebbero state neutralizzate.
Secondo il Wall Street Journal, un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi non prima della prossima settimana a Islamabad, in Pakistan.











