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Gli occhi della NATO sui sistemi senza pilota turchi
Con l'analisi di Sertaç Aksan per TRT Haber, approfondiremo come la Türkiye stia assumendo un ruolo guida per la NATO nel settore dei sistemi senza pilota e quale impatto ciò abbia sugli equilibri del triangolo Europa–Türkiye–NATO.
Gli occhi della NATO sui sistemi senza pilota turchi
NATO exercise Steadfast Dart 26 in Germany / Reuters
16 ore fa

Durante l’esercitazione “Steadfast Dart 2026”, svoltasi in Germania, le dimostrazioni di capacità offerte dalle Forze Armate turche hanno attirato l’attenzione della stampa europea e degli account ufficiali della NATO.

La Türkiye, che nei giorni scorsi ha celebrato il 74° anniversario della sua adesione alla NATO, sta vivendo uno dei periodi più brillanti della sua storia all'interno dell'alleanza... Inoltre, si è conclusa in Germania, paese ospitante, l’esercitazione “Steadfast Dart 2026”, che quest’anno si è distinta per essere la più ampia e partecipata esercitazione della NATO. Tuttavia, continuano a risuonare gli echi della dimostrazione di capacità offerta dalle forze armate turche nell'ambito dell'organizzazione. Il fatto che il Bayraktar TB-3, decollato dalla TCG Anadolu, sia riuscito a svolgere la propria missione in condizioni estremamente difficili e ad atterrare autonomamente sulla nave è rimasto a lungo sulle prime pagine della stampa europea. Questa volta, gli account ufficiali sui social media della NATO hanno messo in evidenza un prodotto diverso, pubblicando un post dedicato al veicolo terrestre senza equipaggio Aslan.

ASELSAN ASLAN, il robot eroe delle missioni difficili

Il veicolo terrestre senza equipaggio Aslan, sviluppato dagli ingegneri di ASELSAN, dispone di capacità estremamente rilevanti…

In grado di svolgere missioni di sorveglianza e ricognizione, Aslan può essere equipaggiato con ulteriori carichi utili in base alle esigenze operative, quali il Missile Miniaturizzato a Guida Laser, il Sistema d’Arma SARP-L, un drone vincolato (tethered), e un Sistema Acustico a Lungo Raggio. Il mezzo è stato presentato per la prima volta lo scorso anno.

Utilizzabile in modalità autonoma oppure controllabile da remoto, ASLAN è classificato come “Veicolo Terrestre Senza Equipaggio di Classe Media – Livello 1”, caratterizzato da elevata mobilità.

Tra le caratteristiche principali del veicolo figurano illuminazione LED anteriore e posteriore, illuminatore infrarosso anteriore, telecamere di guida anteriori e posteriori, sistema di visione panoramica a 360° (bird’s eye view), sistema di trasmissione audio bidirezionale, sensori per la navigazione autonoma e ricevitore GNSS.

È in grado di svolgere compiti complessi in modo autonomo

Tra le caratteristiche di autonomia di ASLAN figurano la fusione dei sensori, il rilevamento delle aree transitabili, la pianificazione dinamica del percorso e la capacità di movimento autonomo di notte e di giorno. Inoltre, in caso di eventuali malfunzionamenti del sistema di posizionamento globale, ASLAN è in grado di muoversi in modo autonomo. Queste caratteristiche consentono al veicolo di svolgere compiti complessi senza l'intervento dell'operatore.

Grazie alla sua struttura modulare, questa piattaforma sviluppata da ASELSAN può essere equipaggiata con vari carichi utili in base alle diverse esigenze operative.

Il sistema d'arma SARP-L, la capacità di visione notturna/diurna, la capacità di fuoco con comando a distanza, il fuoco in movimento e su bersagli mobili, la stabilizzazione e il tracciamento automatico dei bersagli sono alcune delle caratteristiche del fucile mitragliatore da 7,62 mm ASLAN.

ASLAN dimostra un'elevata capacità di movimento in condizioni di terreno difficili. Tra le capacità di movimento del veicolo figurano caratteristiche di alto livello quali il superamento di fossati, la salita su pendii ripidi, la resistenza alle inclinazioni laterali, il superamento di ostacoli verticali, la salita di scale e l'attraversamento di corsi d'acqua.

La Türkiye indica la strada alla NATO nei sistemi senza equipaggio

In definitiva, l’esercitazione “Steadfast Dart 2026” ha rappresentato per la Türkiye un traguardo importante, soprattutto per la dimostrazione delle capacità disponibili, il loro impiego diretto sul campo e la capacità di coordinarle con altri elementi.

Non è un segreto che, negli ultimi tempi, i Paesi europei – in gran parte membri della NATO – stiano cercando una nuova via d’uscita attraverso l’industria della difesa. In questo contesto, il punto cruciale è poter disporre di sistemi avanzati con equipaggio, di sistemi senza equipaggio in grado di operare in coordinamento con essi e di un’infrastruttura che consenta a tutti di “parlare la stessa lingua”.

Ad oggi, per i Paesi europei, questo approccio appare un obiettivo ancora difficilmente raggiungibile. All’interno dell’Alleanza, escludendo gli Stati Uniti, l’unico Paese che nel nuovo periodo dispone di sistemi sofisticati, li ha sperimentati direttamente sul campo di battaglia e ha ottenuto risultati estremamente positivi è la Türkiye.

Considerando tutti questi elementi, emerge una domanda da miliardi di euro: l’Europa sceglierà di proseguire con un Paese capace di percepire correttamente le minacce vicine e di produrre concretamente sistemi sul campo, oppure continuerà a muoversi, come ha fatto per anni nell’industria della difesa, come un gatto che cerca di afferrare la propria coda?

La risposta a questa domanda, nel triangolo Türkiye-NATO-UE, comporterà conseguenze che influenzeranno direttamente non solo il volume commerciale sviluppato attraverso i sistemi militari, ma anche quasi tutte le dinamiche di un’area geografica molto ampia.