Secondo il piano, gli Stati Uniti ridurranno il numero di caccia F-16 e F-15E schierati in Europa da circa 150 a 100 unità.
Anche il numero degli aerei da pattugliamento marittimo sarà ridotto da 26 a 15, mentre tutti gli otto aerocisterne precedentemente messi a disposizione dell'Europa saranno ritirati.
Secondo quanto riportato, il piano prevede inoltre il riposizionamento di un sottomarino con capacità di lancio missilistico e di una portaerei, insieme a numerose navi da guerra e velivoli impiegati nelle missioni del gruppo navale.
È stato inoltre indicato che uno dei due gruppi di bombardieri assegnati alla difesa dell'Europa potrebbe essere trasferito in un'altra area operativa.
Gli Stati Uniti avevano già segnalato una «ridefinizione della presenza»
Né la NATO né il Dipartimento della Difesa statunitense hanno finora risposto alle richieste di commento sulla questione. Tuttavia, la scorsa settimana il Comando Europeo degli Stati Uniti ha annunciato che procederà a una «ridefinizione» del proprio contributo al Modello di Forza della NATO, senza fornire ulteriori dettagli.
Già nelle notizie diffuse a maggio era emerso che Washington stesse valutando una riduzione delle capacità militari da mettere a disposizione degli alleati in caso di una crisi di ampia portata.
L'amministrazione del presidente Donald Trump accusa frequentemente i governi europei di investire in modo insufficiente nelle proprie forze armate e di fare eccessivo affidamento sulla protezione americana.
Washington chiede sia agli alleati europei sia a quelli asiatici di aumentare la spesa per la difesa fino al 3,5% del PIL.














