I ministri degli Interni dei Paesi arabi hanno condannato la nuova legge israeliana che impone la pena di morte ai prigionieri palestinesi, definendo la mossa una pericolosa escalation e una violazione del diritto internazionale.
La condanna è stata espressa in una dichiarazione rilasciata al termine della 43ª sessione del Consiglio dei ministri degli Interni arabi, tenutasi in videoconferenza.
I ministri hanno affermato che la legge riflette le continue violazioni da parte di Israele nei confronti dei palestinesi e hanno avvertito che la misura potrebbe ulteriormente infiammare le tensioni nella regione.
In precedenza, palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania occupata avevano protestato contro l'approvazione della legge.
La legge approvata dalla Knesset consente che esecuzioni per impiccagione siano effettuate da guardie nominate dal Servizio Penitenziario Israeliano, garantendo anonimato e immunità legale a chi esegue le sentenze.
Consente inoltre che le condanne a morte siano pronunciate senza una richiesta dell'accusa e senza l'obbligo dell'unanimità, poiché le decisioni possono essere prese a maggioranza semplice, e si applica ai tribunali militari che trattano casi palestinesi nella Cisgiordania occupata.
La legge ha suscitato critiche interne: circa 1.200 israeliani, tra cui premi Nobel, ex ufficiali militari ed ex giudici della Corte Suprema, vi si oppongono e la definiscono una «macchia morale».









