L'Arabia Saudita sta esercitando pressioni sugli Stati Uniti per porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz e tornare a negoziare con l'Iran, secondo un articolo del Wall Street Journal pubblicato martedì.
Il timore di una rappresaglia: lo Stretto di Bab el-Mandeb è in pericolo
Riad è sempre più preoccupata che la mossa possa provocare una ritorsione iraniana oltre lo Stretto di Hormuz, mirando in particolare al Bab al-Mandeb, corridoio vitale del Mar Rosso per le esportazioni petrolifere saudite.
«Gli stati del Golfo non vogliono che la guerra finisca con l'Iran al controllo dello Stretto di Hormuz, la loro linfa vitale economica», osservava il rapporto, sottolineando le poste in gioco per le economie regionali fortemente dipendenti dalle spedizioni di energia.
Nonostante la retorica pubblica dura da parte sia di Washington sia di Teheran, il rapporto afferma che entrambe le parti restano in contatto tramite mediatori e sono disponibili a riprendere i colloqui se le condizioni lo permetteranno.
L'Arabia Saudita e altri stati del Golfo stanno ora correndo per rilanciare la diplomazia, nella speranza di evitare ulteriori interruzioni alle rotte petrolifere globali e di scongiurare un'escalation regionale più profonda.
Il blocco, annunciato da Donald Trump, è entrato in vigore alle 14:00 GMT di lunedì, dopo il fallimento dei colloqui tra Washington e Teheran nel fine settimana a Islamabad. Le trattative facevano parte di sforzi più ampi per fermare il conflitto che coinvolge l'Iran e che, dall'ultima parte di febbraio, ha causato migliaia di morti in tutta la regione.








