Un funzionario israeliano, intervenendo all'emittente statunitense CNN, ha dichiarato che le infrastrutture energetiche iraniane e alcuni alti funzionari di Teheran potrebbero essere presi di mira, spiegando: «L'obiettivo è condurre un'operazione militare di breve durata per costringere l'Iran a fare maggiori concessioni nei negoziati».
La stessa fonte ha inoltre riferito che il piano era stato in gran parte elaborato prima del cessate il fuoco del mese scorso, precisando che l'avvio delle operazioni dipenderà dalla decisione definitiva del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
"Progetto Libertà" degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che a partire dal 4 maggio Washington garantirà scorta militare alle navi di Paesi "neutrali" nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz, battezzando l'iniziativa "Progetto Libertà".
Trump, senza citare alcun Paese specifico, ha definito i beneficiari come nazioni «provenienti da diverse parti del mondo che non hanno alcun legame con quanto accade in Medio Oriente», precisando che l'operazione avrà prevalentemente finalità umanitarie.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato il proprio sostegno militare all'iniziativa, che prevede il dispiegamento di circa 15.000 militari, oltre 100 mezzi terrestri e navali e cacciatorpediniere equipaggiati con missili guidati.
Tensione nello Stretto di Hormuz
Secondo fonti iraniane, l'Iran avrebbe preso di mira con due missili una nave della Marina militare statunitense che tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz e che, a detta delle autorità di Teheran, avrebbe messo in pericolo il traffico marittimo nelle acque prossime all'isola di Cask.
L'agenzia semi-ufficiale Tasnim News Agency ha fornito ulteriori dettagli sull'accaduto, riferendo che la nave americana si sarebbe avvicinata allo Stretto di Hormuz con il radar spento, venendo individuata soltanto nel momento in cui lo avrebbe riattivato.
Sempre secondo la medesima fonte, l'Iran avrebbe inviato messaggi di avvertimento all'unità navale statunitense, accusandola di aver «violato il cessate il fuoco». Di fronte alla mancata risposta, le forze iraniane avrebbero lanciato, a scopo dissuasivo, missili da crociera, droni e razzi nelle immediate vicinanze dell'imbarcazione.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha tuttavia respinto le accuse, definendo infondate le notizie relative a un presunto attacco iraniano con due missili contro una nave da guerra americana.



















