Erdoğan: La visita del Papa in Türkiye è un passo importante per rafforzare il terreno comune
Il Papa Leone XIV , in occasione del suo primo viaggio all’estero, sarà in Türkiye fino a domenica e visiterà diverse città, tra cui Istanbul e İznik, conosciuta storicamente come Nicea.
Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan, ha definito la visita del Papa “un passo di grande rilievo per consolidare il terreno comune”.
Papa Leone XIV è arrivato giovedì ad Ankara, nell’ambito del suo primo viaggio ufficiale all’estero che comprende anche il Libano.
Il Papa sarà in Türkiye fino a domenica su invito ufficiale del Presidente turco e, oltre ad Ankara, visiterà Istanbul e İznik, anticamente chiamata Nicea, città di grande importanza nella storia del cristianesimo primitivo.
Nel corso della dichiarazione congiunta rilasciata al Palazzo Presidenziale, Erdoğan ha sottolineato che la visita del Papa coincide con “un momento critico, segnato da forti tensioni regionali e globali”.
Erdoğan ha dichiarato: “Credo che i messaggi che verranno trasmessi dalla Türkiye insieme a Papa Leone XIV raggiungeranno sia il mondo turco-islamico sia quello cristiano, rafforzando la speranza di pace a livello globale.”
“L’intolleranza alimenta il conflitto”
Affrontando i temi della discriminazione e della convivenza pacifica, Erdoğan ha affermato: “L’intolleranza alimenta il conflitto; il conflitto, a sua volta, accresce divisioni e odio. L’islamofobia e la xenofobia in crescita in Occidente sono manifestazioni di questo circolo vizioso.”
Erdoğan ha sottolineato che, di fronte ai conflitti, alle crisi e alle ingiustizie nella regione, la Türkiye si assume le proprie responsabilità, scegliendo non la via facile ma quella più difficile per difendere la pace e la giustizia.
Il Presidente ha inoltre evidenziato che gli appelli del Papa al dialogo e alla pace rivestono grande importanza anche per il successo del processo diplomatico nel conflitto tra Russia e Ucraina.
Ha aggiunto che la Türkiye segue da vicino le ultime iniziative volte a mettere fine alle ostilità e che sta lavorando per fornire il sostegno e l’assistenza necessari.
Genocidio a Gaza
Soffermandosi sul genocidio in corso a Gaza, Erdoğan ha dichiarato: “Come famiglia dell’umanità, il nostro più grande debito verso il popolo palestinese è la giustizia. L’unica via per adempiere a questo debito è attuare una soluzione a due Stati basata sui confini del 1967.”
Erdoğan ha aggiunto: “Credo che continueremo ad agire insieme contro ogni atto aggressivo che possa danneggiare l’identità storica di Gerusalemme Est.”
Il Presidente ha ricordato che l’esercito israeliano prende di mira aree civili a Gaza, comprese chiese e moschee, sottolineando che tra i luoghi di culto colpiti vi è anche la Chiesa della Sacra Famiglia, gestita dalla Chiesa cattolica.
Erdoğan ha ribadito che la tutela dello ‘status quo’ storico nella Città Santa di Gerusalemme riveste un’importanza cruciale.
“Una fonte di stabilità”
Papa ha sottolineato che la Türkiye occupa un ruolo significativo sia nel presente e nel futuro della regione mediterranea sia, più in generale, nel contesto globale, elogiando il Paese per il valore che attribuisce alla propria diversità interna.
Rivolgendosi ad Ankara, Papa ha invitato la Türkiye ad assumere un ruolo di mediazione in un mondo segnato da conflitti, dichiarando: “Signor Presidente, la Türkiye sia una fonte di stabilità e di avvicinamento tra i popoli, al servizio di una pace giusta e duratura.”
Facendo riferimento al crescente ruolo della Türkiye negli sforzi di risoluzione dei conflitti a Gaza, in Ucraina e in altre regioni, Papa Leone XIV ha affermato: “Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di persone che promuovano e mettano in pratica il dialogo, con una volontà determinata e una pazienza perseverante.”
Papa Leone XIV ha inoltre avvertito che le tensioni globali potrebbero aprire la strada a una terza guerra mondiale, sottolineando che “il futuro dell’umanità è in pericolo” e ammonendo: “non dobbiamo assolutamente cedere a questo rischio.”
Richiamando alla memoria le grandi organizzazioni internazionali nate dopo le due guerre mondiali, il Papa ha aggiunto che oggi “viviamo un’epoca segnata da livelli elevati di conflitto globale, alimentati da strategie di potere economico e militare.”