Da preghiera a conflitto: i musulmani celebrano l'Eid al-Fitr all'ombra della guerra in Medio Oriente
I musulmani di tutto il mondo hanno celebrato l'Eid al-Fitr con preghiere e una silenziosa resilienza, mentre i conflitti in corso in tutto il Medio Oriente hanno costretto molte famiglie a rifugiarsi in ripari e spazi temporanei, gettando un'ombra su una delle festività più gioiose dell'Islam.
Dalle moschee gremite di fedeli ai rifugi di fortuna nelle zone di guerra, l'Eid al-Fitr viene osservato quest'anno in mezzo a un netto contrasto tra celebrazione e conflitto.
Mentre milioni di persone hanno salutato la fine del mese di Ramadan con le preghiere, alcuni lo hanno fatto sotto il peso dello sfollamento, dei bombardamenti aerei e dell'incertezza; ciò ha messo in luce quanto profondamente la crisi nella regione abbia influenzato i momenti di preghiera e di festa.
A Istanbul, in Turchia, i fedeli hanno riempito le grandi moschee per le preghiere, mentre famiglie nella Striscia di Gaza, in Palestina, hanno trasformato strade e rifugi di fortuna in spazi per la festa, nonostante la devastazione che le circonda.
Tradizionalmente momento di riunioni familiari, uscite e vestiti nuovi, l'Eid viene osservato anche in Egitto e tra le comunità musulmane in Grecia e in Russia.
L'atmosfera festosa contrasta nettamente con i disordini in Medio Oriente.
A Gerusalemme Est, sotto occupazione, mentre la Moschea di Al-Aqsa rimaneva chiusa a causa della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, i palestinesi hanno pregato fuori dalle mura della Città Vecchia.
A Beirut, famiglie sfollate dagli scontri tra Hezbollah e Israele hanno trascorso l'Eid in tende per strada, mentre altri si sono riuniti fuori dalla moschea Al-Amin.