La Palestina chiede un’azione internazionale dopo gli attacchi dei coloni israeliani illegali
Il ministero degli Esteri palestinese afferma che gli attacchi ai villaggi vicino a Nablus fanno parte di una 'politica sistematica' sostenuta dal governo israeliano.
Il ministero degli Esteri della Palestina ha chiesto lunedì sanzioni internazionali urgenti contro i coloni israeliani illegali e contro il sistema degli insediamenti, dopo gli attacchi contro due villaggi situati a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
In una dichiarazione, il ministero ha condannato i "raid terroristici dei coloni" avvenuti nelle prime ore della giornata nei villaggi di Al-Lubban ash-Sharqiya e Qusra. Secondo i corrispondenti dell'Agenzia Anadolu, decine di coloni israeliani illegali hanno assaltato i due villaggi prima dell'alba, incendiando abitazioni e veicoli e ferendo 10 palestinesi.
Il ministero ha affermato che l'incendio di case e automobili costituiscece "crimini organizzati e ripetuti" guidati dallo Stato occupante, con l'obiettivo di espellere i palestinesi dalle loro terre attraverso il terrorismo organizzato.
Il dicastero ha inoltre sottolineato che tali attacchi sono funzionali ai piani di espansione degli insediamenti israeliani e di pulizia etnica, accusando le autorità israeliane di offrire protezione e agevolazioni ai gruppi armati di coloni illegali responsabili delle aggressioni.
Il ministero ha quindi lanciato un appello a un'azione internazionale urgente "che vada oltre la semplice condanna", chiedendo l'imposizione di sanzioni chiare e vincolanti contro il sistema degli insediamenti e l'inserimento delle milizie dei coloni nelle liste internazionali del terrorismo.
Il ministero ha inoltre chiesto l’attivazione dei meccanismi internazionali di responsabilità e il perseguimento dei responsabili, avvertendo che l’assenza di misure concrete favorirà ulteriori attacchi e indebolirà le prospettive di pace.
Secondo la Wall and Settlement Resistance Commission, nel 2025 i coloni israeliani illegali hanno condotto 4.723 attacchi in tutta la Cisgiordania occupata, uccidendo 14 palestinesi e sfollando 13 comunità beduine composte da 1.090 persone.
Da quando Israele ha lanciato, l’8 ottobre 2023, la guerra contro Gaza, definita da molti come genocida, le forze israeliane hanno intensificato le incursioni militari nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est. I palestinesi affermano che l’escalation – che comprende uccisioni, arresti, sfollamenti ed espansione degli insediamenti – rappresenta un passo verso l’annessione formale del territorio.
Nel luglio 2024, la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito in un parere storico che l’occupazione israeliana dei territori palestinesi è illegale, chiedendo lo smantellamento di tutti gli insediamenti nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est.