Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero cercando di ottenere il controllo dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico, danneggiati da misteriose esplosioni nel settembre 2022.
Le esplosioni, avvenute più di tre anni fa, hanno in gran parte interrotto il flusso di gas russo verso l’Europa, riducendo significativamente le forniture energetiche del continente, anche se Mosca aveva già limitato le consegne.
Sia la Russia sia i Paesi occidentali hanno definito l’incidente un atto di sabotaggio. Gli investigatori hanno impiegato anni per cercare di chiarire chi fosse responsabile; nel 2025 un cittadino ucraino è stato arrestato in Italia con l’accusa di aver coordinato gli attacchi.
In un’intervista a France Télévisions, Lavrov ha accusato Washington di voler dominare i mercati energetici globali, citando come esempi il ruolo degli Stati Uniti in Venezuela e gli sviluppi legati all’Iran. Secondo la trascrizione pubblicata dal ministero degli Esteri russo, il diplomatico ha affermato che “gli Stati Uniti ora dicono anche di voler prendere il controllo dei gasdotti Nord Stream”.
Lavrov non ha fornito ulteriori dettagli. Tuttavia, nel 2024 il The Wall Street Journal aveva riferito che l’investitore americano Stephen P. Lynch stava tentando di acquistare il gasdotto Nord Stream 2, composto da due linee, una delle quali risulta ancora intatta.










