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L’Iran approva un disegno di legge che prevede pedaggio nello Stretto di Hormuz
Il disegno di legge che sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento iraniano prevede l’introduzione di tariffe per le navi, da pagare in rial, e il divieto di transito nello stretto per le imbarcazioni collegate agli Stati Uniti e a Israele.
L’Iran approva un disegno di legge che prevede pedaggio nello Stretto di Hormuz
FOTO D'ARCHIVIO: La misura, che ha ottenuto il via libera dalla Commissione per la Sicurezza Nazionale, delinea una serie di nuove normative che regolano la via navigabile strategica, / Reuters
16 ore fa

Secondo quanto riportato dai media locali, la Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano ha approvato martedì un disegno di legge che prevede l’introduzione di tariffe per le navi in transito nello Stretto di Hormuz.

Il provvedimento stabilisce una serie di nuove regolamentazioni per la gestione di questa strategica via marittima. Tra le misure previste figurano disposizioni finanziarie che obbligherebbero le imbarcazioni a versare il pedaggio di transito in rial, la valuta nazionale iraniana.

Secondo l’agenzia di stampa Fars, il membro della commissione Mojtaba Zarei ha dichiarato che il disegno di legge include anche restrizioni che vieterebbero il passaggio nello stretto alle navi collegate agli Stati Uniti e a Israele.

Ulteriori disposizioni prevedono inoltre il divieto di transito per le imbarcazioni appartenenti ai Paesi che partecipano a sanzioni unilaterali contro l’Iran.

Prima di entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata in seduta plenaria dal Parlamento, successivamente esaminata dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione e infine promulgata dal presidente.

Le tensioni nella regione continuano a crescere dopo l’attacco congiunto lanciato il 28 febbraio da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran. Nei raid condotti da Washington e Tel Aviv sono morte oltre 1.340 persone, tra cui anche l’allora Guida Suprema Ali Khamenei.

Teheran ha risposto con attacchi mediante droni e missili contro Israele, la Giordania, l’Iraq e diversi Paesi del Golfo che ospitano basi militari statunitensi. Gli attacchi hanno provocato vittime e danni alle infrastrutture, causando inoltre ripercussioni sui mercati globali e sul traffico aereo.