USA e Iran discutono un cessate il fuoco di 45 giorni con la mediazione internazionale
Secondo i media statunitensi, Stati Uniti e Iran sarebbero impegnati in colloqui per un cessate il fuoco di 45 giorni al fine di prevenire ulteriori escalation, con i mediatori che affrontano questioni relative all'accesso allo Stretto di Hormuz e alle scorte di uranio.
Un gruppo composto da rappresentanti degli Stati Uniti, dell'Iran e da mediatori regionali ha avviato discussioni sulle condizioni di un possibile cessate il fuoco di 45 giorni, che potrebbe porre fine in maniera permanente al conflitto in corso dal 28 febbraio.
Secondo alcune fonti, la possibilità di raggiungere un accordo parziale entro le prossime 48 ore appare remota; tuttavia, questo tentativo è considerato l'unica via percorribile per scongiurare una drammatica escalation del conflitto.
Un simile aggravamento della situazione potrebbe comportare attacchi su larga scala contro le infrastrutture civili iraniane, nonché possibili ritorsioni contro impianti energetici e idrici nei Paesi del Golfo.
In precedenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato di aver prorogato di 20 ore il proprio ultimatum, fissando una nuova scadenza per martedì alle 20:00, ora della costa orientale.
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono impegnati in "intense negoziazioni" e che un accordo potrebbe essere a portata di mano. "C'è una buona possibilità, ma se non raggiungeranno un'intesa farò saltare in aria tutto ciò che c'è laggiù", ha affermato.
Proposta in due fasi
Secondo quanto riferito, i negoziati si stanno svolgendo attraverso la mediazione di Pakistan, Egitto e Türkiye, oltre che tramite scambi diretti di messaggi tra l'inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
La proposta di accordo si articola in due fasi: un cessate il fuoco della durata di 45 giorni, seguito dalla cessazione permanente delle ostilità.
I mediatori ritengono che la riapertura dello Stretto di Hormuz e la risoluzione della questione dell'uranio altamente arricchito iraniano possano essere conseguite soltanto nell'ambito di un accordo definitivo.
Le autorità iraniane hanno chiarito di non voler rivivere una "situazione analoga a quella di Gaza o del Libano", in cui il cessate il fuoco rimanga lettera morta.
Nel frattempo, le forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno assunto una posizione intransigente, dichiarando che la situazione nello Stretto di Hormuz "non tornerà mai più a quella precedente all'inizio della guerra".
I mediatori hanno avvertito i funzionari iraniani che non vi è più spazio per ulteriori manovre diplomatiche e che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima finestra utile per evitare una distruzione su vasta scala.