L’Iran ha dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-9 Reaper sopra lo Stretto di Hormuz.
In una nota ufficiale, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha riferito che il velivolo a pilotaggio remoto a lungo raggio è stato abbattuto dai sistemi di difesa aerea dei Pasdaran e che il relitto è precipitato nelle acque del Golfo Persico.
L'episodio si inserisce in un quadro di forte escalation: nella notte precedente, gli Stati Uniti avevano condotto due raid sull’isola di Lark, nei pressi dello Stretto di Hormuz. In risposta all’attacco — motivato dall'esercito iraniano come «una rappresaglia per la morte di civili e militari» —, i Pasdaran hanno lanciato missili balistici contro le basi aeree di Muwaffaq Salti e King Hussein in Giordania, utilizzate dalle forze americane, per poi prendere di mira con decine di droni truppe ed elicotteri statunitensi nella base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha tuttavia precisato che Teheran non cerca l'escalation, pur promettendo una risposta ferma: «Non siamo alla ricerca di una guerra e questo è il messaggio chiaro che abbiamo trasmesso finora al mondo. Tuttavia, non resteremo in silenzio di fronte ad alcun atto di aggressione e risponderemo con fermezza agli aggressori». Secondo l’agenzia di stampa ufficiale IRNA, Pezeshkian ha rilasciato tali dichiarazioni all’aeroporto di Teheran prima di partire per Bishkek, in Kirghizistan, dove parteciperà al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai



















