POLITICA
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A Gaza la fame ormai toglie il sonno e la speranza
Le restrizioni di Israele all’ingresso di cibo e medicinali da mesi hanno spinto Gaza in una carestia profonda. Questa situazione mette a rischio la vita di milioni di palestinesi e aggrava una crisi
A Gaza la fame ormai toglie il sonno e la speranza
Le condizioni meteorologiche fredde a Gaza colpiscono negativamente i palestinesi dopo il cessate il fuoco / AA

Le severe restrizioni imposte da Israele all’ingresso di cibo e medicinali hanno spinto la Striscia di Gaza in una carestia profonda, mettendo a rischio milioni di vite umane. Da oltre quattro mesi, nessun convoglio umanitario è riuscito a varcare i confini del territorio, aggravando una crisi umanitaria già drammatica.

Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, almeno 69 bambini sono morti di malnutrizione dall’inizio dell’assedio, mentre il bilancio totale delle vittime legate alla fame ha raggiunto quota 620. Oltre 650.000 bambini sotto i cinque anni e decine di migliaia di donne incinte sono attualmente in condizioni critiche a causa della mancanza di alimenti e cure mediche di base.

Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, almeno 69 bambini sono morti di malnutrizione dall’inizio dell’assedio, mentre il bilancio totale delle vittime legate alla fame ha raggiunto quota 620. Oltre 650.000 bambini sotto i cinque anni e decine di migliaia di donne incinte sono attualmente in condizioni critiche a causa della mancanza di alimenti e cure mediche di base.

I racconti dal territorio descrivono una situazione disperata. A Khan Younis e Rafah, nel sud della Striscia, molte persone crollano per la debolezza causata dalla fame. Una donna sulla cinquantina, svenuta in strada, ha sussurrato ai soccorritori: “Voglio solo un pezzo di pane per i miei figli.”

Le autorità sanitarie locali parlano apertamente di una “vera carestia”. L’ospedale Al-Aqsa segnala un aumento esponenziale di pazienti che perdono i sensi per malnutrizione e stanchezza. “Non c’è più forza in questi corpi,” ha dichiarato un portavoce del ministero. “Centinaia di persone stanno morendo perché i loro organismi non resistono più.”

Sui social media, cittadini e operatori condividono testimonianze strazianti. Il direttore generale del Ministero della Sanità, Dr. Munir El Bursh, scrive: “A Gaza, il cibo non è più un diritto. È diventato un desiderio sussurrato di notte, mentre i bambini affamati si addormentano abbracciando l’aria.”

Anche giornalisti, insegnanti e accademici si uniscono al grido di dolore. “Non cerchiamo più cibo, cerchiamo di sopravvivere,” dice Ahmed Abu Nada, 35 anni. “I 2,4 milioni di persone di Gaza non vivono: resistono.”

Il blocco totale, imposto da Israele il 2 marzo 2024, ha interrotto ogni ingresso di beni essenziali. Le principali organizzazioni umanitarie parlano ormai di una carestia indotta dall’uomo, chiedendo l’immediata apertura dei valichi e un cessate il fuoco.

Dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, l’offensiva israeliana ha causato la morte di circa 59.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini. I bombardamenti hanno distrutto infrastrutture, ospedali e centri di distribuzione alimentare, rendendo quasi impossibile qualsiasi forma di sopravvivenza.

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