Il nuovo primo ministro ungherese Péter Magyar ha dichiarato che, fintanto che sarà ricercato dalla Corte Penale Internazionale, Benjamin Netanyahu dovrà essere arrestato qualora entri nel territorio nazionale.
La Corte Penale Internazionale aveva emesso nel novembre 2024 un mandato di arresto nei confronti di Netanyahu con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità; gli Stati membri sono, in linea di principio, obbligati a eseguirlo.
In precedenza, l'Ungheria aveva rifiutato di arrestare Netanyahu durante la sua visita a Budapest nell'aprile 2025.
Magyar ha inoltre annunciato che sospenderà fino al 2 giugno il processo di uscita dell'Ungheria dalla Corte Penale Internazionale.
"Se un Paese è membro della Corte Penale Internazionale e una persona ricercata dall'ICC entra nel nostro territorio, deve essere arrestata", ha dichiarato Magyar, ribadendo l'intenzione di rispettare il diritto internazionale.
Questo cambiamento arriva dopo la fine, il 12 aprile, dei 16 anni di governo di Viktor Orbán; il partito di centrodestra Tisza, guidato da Péter Magyar, ha ottenuto una netta vittoria alle elezioni.
Secondo gli esperti, il cambio di governo in Ungheria potrebbe rendere l'Unione europea "un partner meno ostacolato", aprendo la strada a un prestito da 105 miliardi di dollari per Kiev.
Gli analisti prevedono inoltre un "sottile riallineamento" nelle relazioni con Tel Aviv da parte del nuovo esecutivo.
Nell'aprile 2025, il governo ungherese aveva annunciato la decisione di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale; l'annuncio era stato fatto durante la visita di Stato di Benjamin Netanyahu, la prima in Europa dopo il mandato di arresto emesso dalla Corte.
Tuttavia, secondo Bloomberg, i consulenti legali di Magyar sostengono che l'uscita dell'Ungheria dalla Corte non è ancora definitiva, aggiungendo che il processo sarà sospeso quando Magyar entrerà in carica a maggio.














