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Proteste studentesche in Cile contro l'austerità diventano violente, decine di feriti
Scontri nella capitale del Cile chiudono le stazioni della metropolitana e paralizzano il traffico mentre la rabbia per i drastici tagli al bilancio si riversa nelle strade.
Proteste studentesche in Cile contro l'austerità diventano violente, decine di feriti
Un manifestante si scontra con la polizia durante una protesta antigovernativa a Santiago del Cile, il 3 giugno 2026.

Migliaia di studenti hanno riempito il centro di Santiago mercoledì in una grande manifestazione organizzata dalla Confederazione Studentesca Cilena, protestando contro le politiche di austerità del presidente Jose Antonio Kast.

Quel che era cominciato come un raduno di massa è degenerato in scontri violenti con le forze dell'ordine, lasciando almeno 25 persone ferite, tra cui 12 agenti di polizia.

Secondo rapporti locali, le confrontazioni si sono intensificate quando i manifestanti hanno lanciato pietre e usato bastoni, causando danni alla proprietà pubblica mentre la polizia è intervenuta per disperdere la folla.

I disordini hanno costretto alla chiusura temporanea di diverse stazioni della metropolitana nel centro di Santiago e hanno provocato notevoli disagi al traffico in tutta la capitale.

Le proteste prendono di mira l'ampio piano di consolidamento fiscale di Kast, che mira a tagliare circa 6 miliardi di dollari di spesa pubblica nell'arco di 18 mesi, inclusi tagli generalizzati di circa il 3% nei ministeri del governo.

I leader studenteschi, affiancati da associazioni di insegnanti e sindacati, sostengono che l'istruzione sia stata colpita in modo sproporzionato, avvertendo che la riduzione dei finanziamenti potrebbe indebolire scuole, università e servizi pubblici.

Gli organizzatori dicono che ulteriori mobilitazioni di massa potrebbero seguire se le loro richieste non saranno soddisfatte.