India e UE firmano uno storico accordo di libero scambio dopo 20 anni di negoziati

L'accordo arriva mentre sia Nuova Delhi che Bruxelles intensificano gli sforzi per proteggersi dall'incertezza del commercio globale.

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Il Primo Ministro indiano Narendra Modi partecipa alla parata del Giorno della Repubblica con Ursula von der Leyen e il Ministro della Difesa Rajnath Singh a Nuova Delhi, il 26 gennaio 2026. / Reuters

Dopo quasi vent’anni dall’avvio dei negoziati, India e Unione Europea si apprestano ad annunciare martedì la conclusione positiva del tanto atteso accordo di libero scambio.

L’intesa dovrebbe essere ufficialmente annunciata a Nuova Delhi nel corso dell’incontro tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il primo ministro indiano Narendra Modi.

Il ministro indiano del Commercio, Rajesh Agrawal, ha dichiarato lunedì che “i negoziati a livello tecnico sono ormai alle fasi finali e entrambe le parti sono pronte ad annunciare l’esito positivo dell’accordo”. Agrawal ha definito l’intesa “equilibrata e lungimirante”, sottolineando che contribuirà ad approfondire l’integrazione economica e a incrementare scambi commerciali e investimenti reciproci.

Le autorità indiane hanno evidenziato la portata e il valore strategico dell’accordo, definendolo “la madre di tutti gli accordi”, in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione del protezionismo globale, dalle minacce di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, dai controlli sulle esportazioni imposti dalla Cina e dagli sforzi di Nuova Delhi e Bruxelles per diversificare le rispettive relazioni commerciali.

L’accordo dovrebbe aprire la strada a una maggiore liberalizzazione degli scambi di beni tra l’India — che rappresenta circa un quarto del PIL globale e un mercato di circa due miliardi di consumatori — e il blocco dell’Unione europea composto da 27 Paesi.

Secondo i dati dell’Unione europea, nel 2024 il commercio bilaterale di beni dovrebbe raggiungere circa 139 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 90% rispetto a dieci anni fa, mentre gli scambi nel settore dei servizi registrerebbero un incremento aggiuntivo di 69 miliardi di dollari.

Secondo i dati ufficiali indiani, nel corso dell’anno fiscale conclusosi a marzo 2025 il commercio complessivo tra le due parti ha raggiunto i 136,5 miliardi di dollari.

Nell’ambito dell’accordo, si prevede che l’India conceda un accesso più agevole ai principali prodotti di esportazione europei, come automobili e vino, mentre i prodotti indiani, tra cui tessili e farmaci, beneficeranno di un migliore accesso al mercato europeo.

I negoziati degli ultimi mesi si sono concentrati su due dei settori più sensibili e controversi: l’automobilistico e il siderurgico.

L’Unione europea ha spinto l’India a ridurre in modo significativo i dazi sulle importazioni di automobili, che in alcuni casi superano il 100%. Dal canto suo, Nuova Delhi — tra i maggiori produttori mondiali di acciaio — ha chiesto di essere esentata dalle restrizioni commerciali imposte dall’Europa sulle esportazioni di acciaio.

In precedenza era stato riferito che l’India, nell’ambito dell’intesa, avrebbe ridotto i dazi sulle importazioni di automobili provenienti dall’UE da livelli fino al 110% a circa il 40%.

L’India ha inoltre cercato di tutelare milioni di agricoltori, escludendo dai negoziati alcuni prodotti agricoli e lattiero-caseari considerati sensibili.

I negoziati sono stati avviati per la prima volta nel 2007, ma sono rimasti bloccati per nove anni prima di essere ripresi nel 2022. In seguito alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, i colloqui hanno acquisito nuovo slancio lo scorso anno, dopo che il primo ministro indiano Narendra Modi e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno concordato di accelerarne il processo.

L’intesa arriva in un momento in cui entrambe le parti stanno intensificando gli sforzi per far fronte all’incertezza del commercio globale.

L’Unione europea ha recentemente firmato un importante accordo commerciale con il blocco sudamericano Mercosur e ha inoltre concluso intese con Indonesia, Messico e Svizzera. L’India, dal canto suo, ha siglato accordi con Regno Unito, Nuova Zelanda e Oman.

Secondo un funzionario del governo indiano, la firma formale dell’accordo UE-India avverrà dopo una fase di revisione legale che potrebbe durare tra i cinque e i sei mesi. L’entrata in vigore dell’accordo è prevista probabilmente entro un anno.

Il Fondo monetario internazionale prevede che l’India, il Paese più popoloso del mondo, diventerà quest’anno la quarta economia globale, un elemento che conferisce ulteriore peso a un accordo definito storico da entrambe le parti.