Zelensky chiede “risposte chiare” alla Russia nei colloqui trilaterali negli Emirati Arabi Uniti

Il presidente ucraino afferma che Kiev ha stabilito un "quadro per il dialogo" per la delegazione, che include il ministro della Difesa e il capo dell'intelligence, con il generale di alto grado pronto a unirsi ai negoziati.

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Zelenskyy attende 'risposte' dalla Russia sui parametri di guerra mentre i colloqui trilaterali si espandono negli EAU. / Reuters

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che, nel corso dei colloqui trilaterali svoltisi negli Emirati Arabi Uniti con la partecipazione di rappresentanti di Ucraina, Stati Uniti e Russia, è stato definito un chiaro “quadro di dialogo” per la delegazione ucraina, sottolineando che Mosca deve ora fornire risposte nette sulla propria disponibilità a porre fine al conflitto.

Nel suo discorso alla nazione di venerdì sera, Zelensky ha affermato: «La posizione dell’Ucraina è chiara. Ho definito un quadro di dialogo per la nostra delegazione», facendo riferimento ai contatti ad alto livello che hanno coinvolto i tre Paesi.

Evidenziando la rarità di questo formato negoziale, il presidente ucraino ha spiegato che durante i colloqui sono stati discussi i “parametri per la fine della guerra”, aggiungendo però che ora si attendono risposte concrete da parte della Russia. «Ora la Russia dovrebbe fornire almeno alcune risposte. La questione principale è se sia pronta a porre fine a questa guerra», ha dichiarato Zelensky, precisando che sarebbe “prematuro” trarre conclusioni definitive prima del prossimo ciclo di incontri.

Zelensky ha inoltre confermato che la delegazione ucraina, attualmente guidata dal presidente del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa Rustem Umerov e dal capo dell’Ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, sarà rafforzata a partire da domani dal capo di Stato maggiore Andrii Hnatov e dal vice capo dell’intelligence della difesa Vadym Skibitsky.

Parallelamente ai contatti diplomatici, il presidente ucraino ha fatto riferimento anche al rafforzamento delle capacità di difesa del Paese, affermando di aver ricevuto un “segnale positivo” dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo alla possibile fornitura di missili PAC-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot.