POLITICA
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Israele potrebbe richiamare fino a 450.000 riservisti in vista di una possibile operazione terrestre
Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica israeliana Kan 11, la proposta dovrebbe essere presto sottoposta all’approvazione dei ministri e della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset.
Israele potrebbe richiamare fino a 450.000 riservisti in vista di una possibile operazione terrestre
Israele sta anche valutando l'espansione della zona cuscinetto nel Libano meridionale, consultandosi con gli Stati Uniti sugli sviluppi lungo il confine settentrionale. / Reuters
3 ore fa

I media israeliani riferiscono che Israele starebbe valutando l'approvazione della mobilitazione di fino a 450.000 riservisti, nell'ambito dei preparativi per una possibile operazione terrestre in Libano.

L'emittente pubblica israeliana Kan 11 ha dichiarato di aver appreso che una mobilitazione di tale portata rientrerebbe nei piani militari legati all'eventualità di un'offensiva di terra nel Paese dei cedri. L'emittente non ha tuttavia indicato le fonti delle informazioni.

Secondo quanto riportato, la proposta sarà sottoposta a breve all'approvazione dei ministri competenti e della Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, il parlamento israeliano.

L'emittente ha inoltre ricordato che, in base a una decisione governativa adottata nel gennaio scorso, il limite massimo attualmente autorizzato per la mobilitazione dei riservisti è di circa 260.000 militari. La nuova richiesta amplierebbe dunque in misura significativa la soglia esistente.

La notizia giunge mentre le forze armate israeliane stanno esaminando diverse opzioni per estendere le proprie operazioni militari, inclusa la possibilità di avviare un'offensiva di terra, sullo sfondo delle crescenti tensioni con il Libano.

Verso un ampliamento del controllo territoriale

Secondo quanto riportato da diverse fonti, le forze israeliane hanno recentemente preso di mira infrastrutture nel sud del Libano, tra cui un ponte sul fiume Litani, ritenuto utilizzato come corridoio di passaggio dai combattenti di Hezbollah.

Fonti citate dai media indicano inoltre che Israele starebbe valutando l'ipotesi di estendere la zona cuscinetto nel sud del Libano, mentre proseguono le consultazioni con gli Stati Uniti sugli sviluppi lungo il confine settentrionale.

Nel frattempo, Israele e gli Stati Uniti hanno avviato dal 28 febbraio un conflitto contro l'Iran che ha provocato centinaia di vittime. Tra i morti figurerebbe anche la guida suprema iraniana Ali Khamenei, insieme ad altri alti funzionari della sicurezza.

Teheran ha reagito lanciando missili e droni contro Israele e prendendo di mira strutture statunitensi in diversi Paesi arabi, causando vittime e danni alle infrastrutture civili. Gli Stati del Golfo hanno condannato tali attacchi.

Il 2 marzo Hezbollah ha iniziato a colpire obiettivi militari israeliani, dichiarando di agire in risposta agli attacchi israeliani in Libano e all'uccisione di Khamenei, nonostante il cessate il fuoco in vigore dal novembre 2024.

Nella stessa giornata Israele ha esteso le proprie operazioni ai sobborghi meridionali di Beirut e alle regioni meridionali e orientali del Libano, avviando il 3 marzo un'operazione terrestre nel sud del Paese.