Dopo le vittorie dei democratici nelle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, mercoledì sono arrivate reazioni internazionali; capi di Stato e di governo di diversi continenti hanno valutato le possibili ripercussioni di questi risultati sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump e sul ruolo dell’America nel mondo.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha affermato che gli elettori statunitensi hanno rifiutato politiche basate sull’"odio, il sessismo e il negazionismo climatico", sostenendo che l’onda del sovranismo di estrema destra ha perso slancio.
Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, nel frattempo, ha indicato che i risultati potrebbero avviare "una nuova fase" nelle relazioni internazionali, in un momento in cui il suo governo si trova ad affrontare crescenti tensioni commerciali con Washington.
I leader europei vedono un arretramento per Trump
Sánchez ha osservato che i risultati esprimono l’opposizione a politiche che impoveriscono la gente comune a vantaggio di élite privilegiate.
Riferendosi al leader dell’opposizione spagnola Alberto Núñez Feijóo e al capo del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal, ha scritto sulla piattaforma X che "l’ondata di estrema destra su cui Feijóo e Abascal cercano di cavalcare non sta più crescendo; al contrario, sta collassando".
Il ministro dell’Economia francese Roland Lescure ha definito "innegabili" i guadagni dei Democratici, affermando che Trump rimarrà indebolito in politica interna.
Il politico socialdemocratico francese Raphaël Glucksmann ha descritto i risultati come "una vittoria della democrazia e dell’onestà", pur avvertendo che Trump continua ad avere un’influenza significativa sulle relazioni internazionali.
Iran: gli elettori hanno detto no alla guerra
A Teheran, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha sostenuto che gli elettori americani hanno inviato un messaggio contro la guerra.
Ghalibaf ha scritto sulla piattaforma X: "Sia per ragioni di coscienza sia per i costi della vita, gli americani hanno detto 'NO ALLA GUERRA'; noi sosteniamo questo messaggio".
Il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad ha descritto l’arretramento dei repubblicani come il risultato dell’insuccesso degli sforzi di Washington di esercitare pressione sull’Iran tramite sanzioni e misure economiche.
La Cina chiede cooperazione, il Giappone sottolinea l’importanza dell’alleanza
La Cina ha definito il voto una questione interna degli Stati Uniti e ha invitato a stabilire con Washington "una relazione costruttiva e strategica".
Il Giappone, indipendentemente dall’esito elettorale, ha sottolineato che la sua alleanza con Washington rimane di importanza vitale.






















