POLITICA
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Reazioni dei leader mondiali ai risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti
I leader politici hanno valutato le possibili conseguenze dei successi ottenuti dai Democratici; alcuni lo hanno interpretato come un messaggio sulla politica interna degli Stati Uniti, mentre altri hanno sottolineato la necessità di mantenere le relazioni con Washington.
Reazioni dei leader mondiali ai risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti
Elettori compilano le schede elettorali presso la Martin Luther King Jr. Memorial Library, il 3 novembre 2026. (AA)

Dopo le vittorie dei democratici nelle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, mercoledì sono arrivate reazioni internazionali; capi di Stato e di governo di diversi continenti hanno valutato le possibili ripercussioni di questi risultati sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump e sul ruolo dell’America nel mondo.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha affermato che gli elettori statunitensi hanno rifiutato politiche basate sull’"odio, il sessismo e il negazionismo climatico", sostenendo che l’onda del sovranismo di estrema destra ha perso slancio.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, nel frattempo, ha indicato che i risultati potrebbero avviare "una nuova fase" nelle relazioni internazionali, in un momento in cui il suo governo si trova ad affrontare crescenti tensioni commerciali con Washington.

I leader europei vedono un arretramento per Trump

Sánchez ha osservato che i risultati esprimono l’opposizione a politiche che impoveriscono la gente comune a vantaggio di élite privilegiate.

Riferendosi al leader dell’opposizione spagnola Alberto Núñez Feijóo e al capo del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal, ha scritto sulla piattaforma X che "l’ondata di estrema destra su cui Feijóo e Abascal cercano di cavalcare non sta più crescendo; al contrario, sta collassando".

Il ministro dell’Economia francese Roland Lescure ha definito "innegabili" i guadagni dei Democratici, affermando che Trump rimarrà indebolito in politica interna.

Il politico socialdemocratico francese Raphaël Glucksmann ha descritto i risultati come "una vittoria della democrazia e dell’onestà", pur avvertendo che Trump continua ad avere un’influenza significativa sulle relazioni internazionali.

Iran: gli elettori hanno detto no alla guerra

A Teheran, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha sostenuto che gli elettori americani hanno inviato un messaggio contro la guerra.

Ghalibaf ha scritto sulla piattaforma X: "Sia per ragioni di coscienza sia per i costi della vita, gli americani hanno detto 'NO ALLA GUERRA'; noi sosteniamo questo messaggio".

Il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad ha descritto l’arretramento dei repubblicani come il risultato dell’insuccesso degli sforzi di Washington di esercitare pressione sull’Iran tramite sanzioni e misure economiche.

La Cina chiede cooperazione, il Giappone sottolinea l’importanza dell’alleanza

La Cina ha definito il voto una questione interna degli Stati Uniti e ha invitato a stabilire con Washington "una relazione costruttiva e strategica".

Il Giappone, indipendentemente dall’esito elettorale, ha sottolineato che la sua alleanza con Washington rimane di importanza vitale.