La Cina ha invitato lunedì gli Stati Uniti a cessare gli attacchi contro gli impianti nucleari civili di paesi non dotati di armamenti nucleari. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha reso noto che Pechino ha presentato la scorsa settimana il proprio rapporto nazionale di attuazione alla conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
Guo ha dichiarato che la conferenza dovrebbe esortare Washington ad assumersi la propria «responsabilità speciale e primaria» in materia di disarmo nucleare, a porre fine agli attacchi contro le infrastrutture nucleari civili, ad abbandonare le alleanze fondate su accordi di condivisione nucleare e a frenare le ambizioni nucleari indipendenti del Giappone.
Il portavoce ha inoltre sollecitato gli Stati Uniti ad affrontare i rischi di proliferazione nucleare legati all'AUKUS, il partenariato trilaterale tra Washington, Londra e Canberra.
Il rapporto cinese propone inoltre la riduzione dei rischi nucleari, la prevenzione di un conflitto atomico, la risoluzione per via diplomatica delle crisi nucleari e la tutela del diritto dei paesi in via di sviluppo all'uso pacifico dell'energia nucleare.
Pechino ha ribadito di seguire una «strategia nucleare difensiva», di aderire alla politica del «non primo uso» e di mantenere il proprio arsenale nucleare al livello minimo necessario alla sicurezza nazionale.
La Cina ha inoltre chiesto di preservare l'autorità del TNP e ha invitato tutte le parti a rinnovare il proprio impegno per la stabilità strategica globale, avanzando anche una proposta di accordo che vieti reciprocamente il primo uso delle armi nucleari.
Non è la prima volta che Pechino si esprime in questi termini: in passato, la Cina aveva già condannato gli attacchi statunitensi e israeliani agli impianti nucleari iraniani, definendoli un «duro colpo» al Trattato di non proliferazione.








